Il documento punta ad una maggiore identificazione del ruolo dell'Alto Rappresentante dell'Ue.
Inizia ad ampliarsi il dibattito sui piani per la riforma del Servizio europeo di azione esterna (SEAE). Il tema è stato affrontato piu' volte nel corso dei mesi passati e ora l'Italia, a quanto si apprende, ha presentato un suo contributo di riflessione sia all'Alto Rappresentante dell'Unione europea, Kaja Kallas, sia ai 27. Il documento arriva dopo che, a Bruxelles, ad inizio di settembre aveva fatto rumore una proposta franco-tedesca per riformare profondamente - depotenziandolo, secondo i detrattori dell'iniziativa - il "ministero degli Esteri" europeo. La proposta dell'Italia punterebbe invece ad una maggiore strutturazione del ruolo dell'Alto Rappresentante per garantire una maggiore coerenza dell'azione diplomatica europea.
Nel documento si definisce il ruolo dell'Alto Rappresentante come un vero e proprio numero 2 della Commissione europea e come coordinatore strategico dei commissari nella dimensione esterna delle loro competenze. Tra le proposte avanzate dall'Italia anche il rafforzamento del coordinamento tra Consiglio Affari Esteri e Consiglio Affari Generali e il mantenimento del Servizio di Azione Esterna come interfaccia tra le diplomazie nazionali e le istituzioni comunitarie.
Le richieste di una riforma del SEAE, alla cui guida si trova l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas, giungono a seguito delle rimostranze dei Paesi membri sull’inefficacia del coordinamento e delle risposte alle crisi, tra cui le guerre in Ucraina e in Iran, la politica estera aggressiva di Donald Trump e il crescente ricorso alla coercizione economica come strumento di governo.
