I dati europei pubblicati da Eurostat certificano un deterioramento generale, con l'Italia che vola verso il primo posto per indebitamento in Ue.
Nel 2° trimestre 2026, il rapporto tra disavanzo delle amministrazioni pubbliche e PIL destagionalizzato, si è attestato al 3,3% nell'area dell'euro e al 3,5% nell'Ue. Il dato è leggermente aumentato rispetto al 3,2% del 1° trimestre 2026, mentre quello dell'Ue è aumentato rispetto al 3,1% del trimestre precedente. Lo rende noto Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea.
Rispetto ai primi 3 mesi dell'anno, 15 Stati membri hanno registrato un peggioramento dello stato delle finanze pubbliche, e dunque un aumento del livello di debito. Gli incrementi più significativi sono stati osservati in Polonia (+3,0 punti percentuali), Portogallo (+2,1 pp), Lettonia (+1,9 pp), Lituania (+1,6 pp), Francia (+1,4 pp), Italia e Malta (entrambe +1,3 pp) ed Estonia (+1,1 pp).
La Grecia è rimasta il Paese più indebitato dell’Ue, con un rapporto debito/PIL del 140,8% nel 2° trimestre, ma l’Italia la segue da vicino con il 139,9%. Il rapporto della Grecia è sceso di 11,2 punti percentuali in un anno, grazie ai surplus di bilancio, mentre quello dell’Italia è aumentato di 1,3 punti percentuali nel periodo aprile-giugno. La Francia ha il 3° rapporto debito/PIL più elevato, al 119,1%, in aumento di 3,7 punti percentuali in un anno, uno dei balzi più forti nel blocco. Il debito è rimasto sopra il 100% del PIL anche in Belgio e Spagna, rispettivamente al 110,2% e al 101,4%.
Guardando alle principali componenti delle passività, nel periodo preso in considerazione il debito delle amministrazioni pubbliche dell’eurozona, era costituito per l’84,5% da titoli di debito, per il 13,1% da prestiti e per il 2,4%da valuta e depositi. Anche a livello di tutti i 27 Stati membri, il rapporto debito/PIL è aumentato di quasi mezzo punto percentuale, passando dall’82,5 per cento del periodo gennaio-marzo all’82,9% del periodo aprile-giugno. Nell’Ue la composizione dell’indebitamento era pari all’83,9% per i titoli di debito, al 13,8% per i prestiti e al 2,4% per valuta e depositi.
Buone notizie invece sul fronte del deficit. Eurostat ha pubblicato anche i dati annuali relativi a questo indicatore, e i numeri indicano che nell‘area dell’euro il rapporto tra disavanzo pubblico e PIL è rimasto invariato al 3% nel 2024 e nel 2025. Nell’Ue, anch’esso è rimasto invariato al 3,1%, lo stesso livello del 2024. A livello di Stati membri dell’Ue, i disavanzi più elevati sono stati registrati in Romania (-7,8%), Polonia (-7,2%), Belgio (-5,2%) e Francia (-5,1%). Buone notizie per l’Italia, che si distingue per una controtendenza contraddistinta dalla riduzione del livello di deficit tra 2024 e 2025, passato dal 3,4% al 3,1%.
