La rotta del Mediterraneo centrale segna il calo più marcato (-56%).
Il numero di attraversamenti irregolari delle frontiere verso l'Unione Europea ha continuato a diminuire nei primi nove mesi del 2026, con un calo delle rilevazioni di quasi 1/3 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Mediterraneo centrale ha registrato il calo più marcato, con una diminuzione delle rilevazioni del 56% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo afferma l'agenzia europea di controllo delle frontiere Frontex. Secondo i dati preliminari raccolti, sono stati registrati poco più di 91.000 attraversamenti.
Nel solo mese di settembre sono stati rilevati circa 14.300 attraversamenti, un dato inferiore del 28% rispetto a settembre 2025, sebbene superiore dell'11% rispetto ad agosto, a causa del miglioramento delle condizioni lungo i principali corridoi marittimi. Questo periodo ha coinciso anche con la prima estate completa sotto il patto Ue sulla migrazione e l'asilo, che introduce una procedura di screening unica e standardizzata alle frontiere esterne dell'Unione.
Il Mediterraneo Orientale è stato la rotta più frequentata nei primi 3 trimestri del 2026, con circa 31.800 attraversamenti registrati, un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il corridoio dalla Libia verso Creta ha rappresentato il tratto più trafficato di tale rotta, precedendo le isole dell’Egeo orientale e il confine terrestre con la Turchia, mentre Cipro ha registrato una quota marginale.
Nel Mediterraneo centrale, via di transito che interessa direttamente l’Italia, sono stati registrati circa 22.500 arrivi, un dato inferiore del 56% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che segna “il calo più marcato tra tutte le rotte”, evidenzia Frontex. “La Libia si è confermata il principale punto di partenza”.
Diminuzione di ingressi irregolare registrata anche lungo la rotta di terra dei Balcani occidentali (-27%) e le frontiere orientali che interessano Polonia e Repubbliche baltiche (-51%). Tra tutte, la rotta del Mediterraneo occidentale è stata l’unica a registrare un incremento (+26%), con circa 18.300 rilevamenti. Tale crescita, spiega Frontex, si è concentrata lungo la frontiera terrestre, dove i rilevamenti sono più che raddoppiati, mentre gli arrivi via mare hanno segnato un rialzo dell’8%.
