L'intesa consente ai 2 micro Stati di accedere al mercato interno Ue. Ora servirà il consenso del Parlamento europeo alla ratifica.
La Commissione europea ha firmato un accordo di associazione con Andorra e San Marino. L’intesa avvicina i 2 piccoli Stati all’Unione e fissa un quadro ampio e organico per un’integrazione economica e istituzionale più profonda. Il cuore dell’accordo è la partecipazione di Andorra e San Marino a un mercato interno esteso e omogeneo, con le stesse regole e condizioni di concorrenza leale valide per il resto dell’Ue. Per cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche questo significa maggiore certezza giuridica e prevedibilità. Il testo facilita gli scambi commerciali, sostiene gli investimenti e incoraggia l’attività economica transfrontaliera.
Un capitolo a parte riguarda i servizi finanziari. L’accesso al mercato interno in questo settore sarà progressivo e legato a condizioni precise: dovrà essere superata una verifica sulla solidità dei quadri normativi e di vigilanza dei due Paesi, con un ruolo per le Autorità europee di vigilanza nella valutazione e nel monitoraggio.
L’accordo, inoltre, crea un quadro di dialogo e cooperazione in diversi ambiti di interesse comune: ricerca e innovazione, istruzione, politica sociale, ambiente, tutela dei consumatori, cultura e cooperazione regionale. Il testo tiene conto delle particolarità di Andorra e San Marino, legate ai rapporti di prossimità con gli Stati membri confinanti, alla geografia, alle dimensioni ridotte e alla popolazione contenuta.
Insieme all’accordo di associazione l’Ue ha firmato anche gli accordi monetari aggiornati con i 2 Paesi. Quelli originari, che regolano l’uso dell’euro e gli obblighi connessi, risalgono al 2011 per Andorra e al 2012 per San Marino. Le modifiche servono a eliminare le sovrapposizioni con gli obblighi del nuovo accordo e a dare più certezza giuridica.
Resta ora il percorso di approvazione. Trattandosi di un accordo misto, era prevista a settembre una pre-firma da parte degli Stati membri, seguita dalla firma della Commissione europea a nome dell’Ue. Dopo la firma, il Consiglio chiederà il consenso del Parlamento europeo e poi il fascicolo tornerà al Consiglio stesso per la conclusione formale. L’accordo sarà pronto per l’applicazione provvisoria non appena lo permetteranno le rispettive procedure di ratifica in Andorra e a San Marino.
