08/10/2026 - Ok della Commissione Ue all'Italia per l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia su difesa e energia.

Ora l dossier passa al Consiglio, che avrà un mese di tempo per dare il via libera definitivo.
 
La Commissione europea ha dato il primo via libera alla richiesta dell’Italia di attivare la clausola nazionale di salvaguardia prevista dalle regole europee di bilancio, aprendo la strada a una maggiore flessibilità nella gestione della spesa pubblica. A confermarlo è stato il portavoce della Commissione europea per gli Affari economici, Balazs Ujvari, rispondendo alle domande dei giornalisti durante un briefing con la stampa a Palazzo Berlaymont.
 
“Abbiamo ricevuto la richiesta di attivazione da parte dell’Italia l’11 settembre”, ha spiegato. Dopo aver “esaminato la richiesta, come facciamo sempre”, la “nostra valutazione ha concluso che l’attivazione non mette a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche”. Secondo quanto affermato da Ujvari, l’Italia è il 19° Stato membro a richiederne l’attivazione. “Nel medio termine, la nostra valutazione è dunque positiva”, ha precisato. "La nostra valutazione ha concluso che l’attivazione della clausola non compromette la sostenibilità di bilancio nel medio termine. In altre parole, nel caso dell’Italia, la nostra valutazione è positiva”, ha precisato il portavoce.
 
Contemplata dal Patto di stabilità e crescita, la clausola di salvaguardia nazionale (National Escape Clause, NEC) è stata prevista per la difesa dal piano di riarmo europeo e successivamente estesa all’energia. Offre agli Stati membri la possibilità di aumentare temporaneamente la spesa pubblica per far fronte a circostanze eccezionali (come spese straordinarie per la difesa, sicurezza energetica o crisi indipendenti dal controllo del Paese). In particolare, i Paesi Ue possono distaccarsi dal percorso della spesa netta per un importo complessivo pari allo 0,6% del Pil, nel periodo compreso tra il febbraio 2026 e la fine del 2028. L’attivazione non cancella i vincoli europei e non eroga fondi Ue, ma consente di sostenere alcune spese aggiuntive senza che lo scostamento venga considerato una violazione delle regole fiscali. 
 
Il parere favorevole della Commissione Ue non rappresenta tuttavia l’autorizzazione definitiva. Ora il fascicolo passa al Consiglio dell’Unione europea che avrà l’ultima parola sull’attivazione della misura. “Il fascicolo passa ora al Consiglio, che avrà un mese di tempo per concedere il via libera definitivo. Solo allora la clausola potrà essere ufficialmente attivata per l’Italia”, ha sottolineato il portavoce.