30/09/2026 - L'Ue lancia un nuovo sistema di comunicazioni d’emergenza e soccorso.

La rete è pensata per incendi, inondazioni, tempeste, minacce di droni ad infrastrutture critiche e attacchi terroristici. Virkunnen: "Supporterà oltre 5 milioni di operatori di primo soccorso in tutta Europa".
 
Incendi, inondazioni, tempeste, minacce di droni alle infrastrutture critiche e attacchi terroristici richiedono una risposta coordinata da parte di polizia, vigili del fuoco, servizi sanitari e protezione civile. Per migliorare la comunicazione tra i servizi di emergenza, anche oltre i confini nazionali, la Commissione europea ha proposto un nuovo sistema Ue per le comunicazioni critiche (EUCCS, European Union Critical Communication System). Attualmente, osserva l'esecutivo comunitario, i diversi sistemi di comunicazione non sono interconnessi e smettono di funzionare quando si attraversa una frontiera, ostacolando il coordinamento nelle operazioni di soccorso e nelle situazioni di crisi.
 
Il nuovo sistema, basato su componenti critici realizzati da aziende europee, consentirà una comunicazione in tempo reale, fluida e stabile, tra tutti gli operatori di primo intervento, in qualsiasi momento e oltre i confini dell'Ue, anche laddove i sistemi di comunicazione terrestri non siano disponibili. Previsto il progressivo passaggio dalle attuali reti radio a banda stretta a tecnologie broadband, come il 5G, con il supporto dei satelliti Ue in caso di blackout o interruzioni delle infrastrutture terrestri. Gli operatori potranno condividere attraverso un unico dispositivo sicuro dati, messaggi, foto, video, audio e geolocalizzazione in tempo reale. Il sistema potrà contare su unità mobili dispiegabili per ripristinare la connettività nelle aree colpite da una crisi e sarà protetto da minacce informatiche e ibride grazie all'uso della crittografia e di un protocollo solido.
 
Oltre alla rete più potente, la Commissione intende diffondere un maggior numero di satelliti in tutta l’Unione per fornire “un supporto aggiuntivo nelle situazioni in cui i sistemi terrestri risultino inattivi, ad esempio in caso di blackout”. La misura centrale, però, è la creazione di “un unico dispositivo sicuro“, per consentire ai soccorritori “di condividere dati, video, messaggi e geolocalizzazione in tempo reale”. Tale dispositivo dovrà essere protetto dagli attacchi informatici e ibridi e per questo motivo l’esecutivo comunitario intende creare 2 enti dedicati: un centro di monitoraggio della rete dell’Unione europea, che fornirà una rete in fibra ottica sicura e resiliente, e un centro di monitoraggio della sicurezza dell’Unione europea, che monitorerà i rischi per la sicurezza informatica, valuterà le minacce e fornirà supporto agli Stati membri.
 
Il progetto non si limita però alla costruzione di un sistema comune. La Commissione Ue attribuisce all’EUCCS anche una dimensione industriale e di autonomia strategica, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza europea dalle tecnologie provenienti da Paesi terzi. La  vicepresidente esecutiva con deleghe alla Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha voluto precisare che l’EUCCS sarà costruito su tecnologie critiche europee, “dai satelliti alle core network mobili e alla banda larga mobile”, e sarà collegato anche ad altre iniziative legislative e tecnologiche dell’Unione, tra cui il Digital Networks Act, la normativa sulle comunicazioni satellitari mobili, il Cybersecurity Act e il 5G Toolbox.
 
Adesso spetta al Parlamento europeo e al Consiglio adottare i regolamenti relativi alla proposta. Attualmente, il lancio del sistema avverrà in modo graduale, con un periodo di transizione per gli Stati membri che inizierà nel 2030. In merito, Virkunnen ha evidenziato: “Il primo gruppo di Stati membri” - 12 secondo le stime di Virkunnen - “avvierà le operazioni nel 2030, seguito gradualmente dagli altri, fino a raggiungere la piena connessione di tutti gli Stati membri entro il 2036″.