23/09/2026 - Alliance for the Reduction of the Bureaucratic Burden: 13 Stati membri chiedono meno burocrazia e piu' semplificazione sulle norme Ue.

L'iniziativa, promossa da Austria e Italia, è volta a creare una rete permanente tra i Paesi europei più impegnati nella semplificazione normativa a livello nazionale e comunitario.
 
Meno nuove leggi, più attenzione all’attuazione di quelle già approvate e una revisione sistematica degli oneri imposti alle imprese. Con questa la linea, attraverso un non-paper, 13 Stati membri dell’Ue hanno chiesto alla Commissione europea di cambiare approccio alla produzione normativa e di dedicare un intero anno alla semplificazione. L’iniziativa, guidata dall’Austria - e sostenuta anche da Italia, Cechia, Danimarca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Ungheria - si inserisce nel più ampio dibattito sulla competitività dell’Unione e sulla necessità di ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese. L’obiettivo non sarebbe, almeno nelle intenzioni dei firmatari, una generale deregolamentazione, quanto piuttosto quello di rivedere la qualità della regolazione.
 
La proposta più significativa è l’istituzione di un “Anno europeo dell’attuazione e del consolidamento”, durante il quale l’attenzione dovrebbe concentrarsi soprattutto sull’applicazione delle norme già esistenti. Infatti, il documento stabilisce come non sia possibile continuare ad aggiungere nuove norme quando quelle precedenti non sono state ancora pienamente attuate. Il programma proposto comprenderebbe la semplificazione delle procedure, l’interoperabilità dei sistemi, la valutazione degli oneri cumulativi, una maggiore convergenza nell’applicazione delle norme tra gli Stati membri, la riduzione degli obblighi di rendicontazione duplicati e l’introduzione delle sole modifiche legislative considerate indispensabili.
 
Per il gruppo di Paesi la semplificazione non dovrebbe essere soltanto una correzione successiva. Dovrebbe iniziare già nella fase di elaborazione delle nuove norme. Il non-paper chiede quindi che le nuove proposte legislative siano sottoposte sistematicamente a una valutazione del loro impatto sulla competitività economica. L’idea è che Bruxelles debba intervenire soltanto quando l’obiettivo non può essere raggiunto in maniera sufficientemente efficace dagli Stati membri.
Particolare attenzione viene riservata nel documento agli obblighi amministrativi. Prima di introdurre un nuovo importante requisito di rendicontazione o conformità, secondo il documento, dovrebbe essere effettuata una revisione degli obblighi già esistenti nello stesso settore, con l’obiettivo di accorparli, semplificarli o eventualmente eliminarli.
 
La proposta non si limita però alle norme già esistenti. I firmatari chiedono che ogni nuova regolamentazione europea preveda una clausola obbligatoria di revisione almeno ogni 5 anni. L’obiettivo sarebbe verificare periodicamente se la normativa abbia effettivamente raggiunto gli obiettivi per cui era stata adottata e se i costi amministrativi e regolatori rimangano proporzionati ai risultati ottenuti. Il principio alla base dell’iniziativa è dunque quello di sostituire una logica di accumulazione normativa con una maggiore attenzione alla qualità e alla durata delle regole. La priorità dovrebbe essere data a norme “di alta qualità, applicabili e prevedibili”, evitando quella che i 13 Paesi definiscono “densità normativa”. Tuttavia, la proposta precisa che il processo di semplificazione dovrebbe lasciare intatte le protezioni esistenti in materia di salute, sicurezza e lavoro.