16/09/2026 - Il Parlamento Ue chiede uno Scudo democratico più forte.

La risoluzione è passata con 420 voti favorevoli, 220 contrari e 26 astensioni. Nel testo indicata la Russia come principale minaccia alla democrazia europea.
 
Il Parlamento europeo ha approvato le raccomandazioni della Commissione speciale sullo Scudo europeo per la democrazia (EUDS), con 420 voti a favore, 220 contrari e 26 astensioni. Il voto della plenaria dà il via libera a una serie di raccomandazioni pratiche volte a rafforzare la capacità dell’Unione europea di proteggere le proprie istituzioni democratiche dalle interferenze straniere, dalla disinformazione e dalle minacce ibride. La commissione speciale del Parlamento è stata istituita nel dicembre 2024 con il compito di valutare l’intensificarsi e l’impatto delle attività ostili contro l’Ue, come la manipolazione e l’interferenza di informazioni straniere (FIMI), gli attacchi ibridi e le campagne coordinate di disinformazione.
 
Tra le proposte principali indicate dal Parlamento Ue vi è un rafforzamento del Centro europeo per la resilienza democratica che deve essere concepito come un “centro di eccellenza” indipendente incaricato di contrastare manipolazioni e ingerenze straniere nello spazio informativo e di coordinare le iniziative adottate a livello nazionale.
Secondo il Parlamento, la nuova struttura non dovrebbe duplicare gli strumenti già esistenti, ma riunire in un’unica entità le attività attualmente disperse tra diversi organismi europei, dotandole di una visione comune, di un mandato definito, di risorse proprie e di una chiara capacità di intervento. I deputati chiedono inoltre che la partecipazione al Centro sia obbligatoria per tutti gli Stati membri e che venga garantito un adeguato controllo parlamentare.
 
Il Centro, ha ricordato il commissario europeo Michael McGrath intervenendo in plenaria, è “già operativo da febbraio e tutti gli Stati membri hanno già aderito”. Presto “saranno associati anche i Paesi candidati e potenziali candidati all’Ue”, ha spiegato McGrath. La struttura coordina iniziative che vanno dalla formazione dei funzionari pubblici alla definizione di metodologie e standard comuni per individuare e contrastare manipolazione delle informazioni e disinformazione. “La nostra ambizione di rafforzare le democrazie dovrebbe essere accompagnata da un bilancio altrettanto ambizioso”, ha sottolineato McGrath.
 
La relazione identifica la Russia come la principale minaccia all’integrità democratica europea, citando attacchi informatici, sabotaggi, spionaggio e altre forme di guerra ibrida. Nel mirino anche Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. I deputati chiedono di ampliare le sanzioni contro chi facilita la disinformazione e di rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche.
Sul fronte digitale, il Parlamento chiede una maggiore applicazione delle norme già esistenti, come il Digital Services Act e le regole sull’intelligenza artificiale, e invita le piattaforme a contrastare più efficacemente le interferenze elettorali attraverso bot. Per proteggere le elezioni, propone inoltre di classificare le infrastrutture elettorali come infrastrutture critiche e introdurre misure contro deepfake e finanziamenti politici illeciti.