29/07/2026 - Stoccaggi ai minimi storici, torna l’incubo del gas in Europa.

Secondo Wood Mackenzie, il continente potrebbe arrivare all'inverno con riserve ben al di sotto dei propri standard.
 
I livelli di stoccaggio di gas in Europa sono ai minimi storici: ad oggi la media europea è intorno al 55%, in un periodo in cui i depositi dovrebbero essere ormai quasi pieni, per fare scorta in vista dell’inverno. Pesano soprattutto 2 fattori: la prevista fine delle importazioni di gas russo e il blocco dello Stretto di Hormuz, che incide sia sui volumi disponibili sia sui prezzi.
 
La situazione varia comunque in modo netto a seconda degli Stati membri. Il Paese con il maggiore livello di gas nei depositi è al momento il Portogallo, seguito dalla Polonia. A seguire c’è l’Italia: il buon risultato di Roma è favorito dalla capacità di rigassificazione del Paese, garantita dai numerosi terminali gestiti da Snam. Il problema per l’Italia non sono dunque tanto gli stoccaggi, quanto il prezzo in aumento, come ha evidenziato nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.
Tra i grandi Paesi, la Spagna ha livelli di riempimento vicini a quelli dell’Italia, la Francia è appena sotto la media Ue, mentre la Germania si ferma al sotto il 50%. Fanalino di coda la Svezia, che ha una preoccupante percentuale di riempimento dei suoi depositi di poco sopra il 10%.
 
Secondo un’analisi di Wood Mackenzie, nel best case scenario in cui il Qatar ritornasse alla piena capacità operativa a settembre, la percentuale di riempimento dei depositi di gas nell’Ue toccherebbe il 75% l’1 novembre. Negli scorsi anni per quella data lo riempimento medio era del 90%. Se invece lo stretto di Hormuz restasse chiuso nelle prossime settimane, la percentuale scenderebbe sotto il 70%. In tale scenario sarebbe poi inevitabile un forte aumento dei prezzi, per un bene che ha dimostrato di essere più sensibile agli shock geopolitici rispetto al petrolio. Nemmeno il GNL potrebbe offrire un aiuto immediato; secondo la stessa analisi il gas liquefatto non sarebbe in grado di migliorare in modo significativo la situazione europea prima del 2028.