Secondo l’Alta rappresentante Kallas sono le sanzioni più consistenti degli ultimi 4 anni: tuttavia, raggiungere un accordo fra i ministri degli Esteri dei 27 non è stato semplice.
Via libera del Consiglio Ue al 21° pacchetto di misure restrittive contro la Russia. Il testo introduce 218 nuove sanzioni, 48 a carico di persone fisiche e 170 di entità, e interviene su settori bancario, energetico, militare-industriale e delle criptovalute. L’Alta rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, ha sottolineato che il pacchetto “introduce misure ampie che colpiscono il sistema finanziario di Mosca, il suo complesso militare-industriale e il settore energetico, che mantengono in funzione l’economia di guerra russa.
Il Consiglio impone il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi a 94 banche e istituzioni finanziarie, nonché a una figura di spicco del sistema bancario russo. Inoltre estende il divieto di transazioni ad altre 33 istituzioni creditizie e finanziarie russe oltre a estendere il divieto di transazioni a 14 piattaforme di servizi legati alle criptovalute con sede in Georgia, Panama, negli Emirati Arabi Uniti, nelle Isole Marshall, in Kirghizistan e in Bielorussia.
Per la prima volta viene introdotta anche la possibilità di un divieto totale nei confronti di Paesi terzi per i servizi relativi alle criptovalute, come forte deterrente nei confronti dei Paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia a eludere le sanzioni dell'Ue. Questo nuovo strumento consentirà all'Ue di vietare qualsiasi transazione tra un operatore dell'Ue e qualsiasi fornitore di servizi legati alle criptovalute utilizzato dalla Russia.
Sul fronte energetico il pacchetto congela per 12 mesi, fino al 15 luglio 2027, il meccanismo di adeguamento automatico del tetto al prezzo del petrolio russo, fissato a 44,10 dollari al barile. La sospensione evita un adeguamento al rialzo che sarebbe scattato per effetto della chiusura dello Stretto di Hormuz sui mercati energetici, ed è prevista una revisione intermedia della misura.
Sulla flotta ombra, l’Ue estende i criteri di designazione anche alle navi che offrono servizi di supporto, incluso il rifornimento in mare, e aggiunge 41 nuove imbarcazioni alla lista, portando il totale a 673. Vengono inoltre designate otto entità e un individuo attivi nell’ecosistema della flotta ombra, tra cui, per la prima volta, un’agenzia di equipaggio (crewing agency) al servizio delle navi sanzionate.
Resta invece un margine di manovra per il commercio di gas naturale liquefatto (GNL). Su richiesta della Grecia, che dispone di una consistente industria armatoriale già colpita dal 19° pacchetto, l’Ue ha introdotto un’esenzione che consente alle imprese europee di continuare a trasportare GNL russo verso Paesi terzi nell’ambito di contratti preesistenti, insieme a un nuovo obbligo di notifica per la vendita di petroliere GNL. Il compromesso ha permesso di sbloccare un pacchetto rinviato tre volte per le resistenze di Atene.
Il pacchetto introduce 56 nuove designazioni legate al complesso militare-industriale russo, di cui 37 direttamente collegate alla produzione e alla catena di fornitura dei droni a lungo raggio. Altre 51 entità vengono aggiunte alla lista dei soggetti sottoposti a controlli più rigidi sull’export di beni e tecnologie a duplice uso, tra cui realtà con sede in Cina, compresa Hong Kong, India, Kazakhstan, Kirghizistan, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, accusate di favorire l’aggiramento delle restrizioni su microelettronica, macchine utensili a controllo numerico e attrezzature per la lavorazione dei semiconduttori.
Il pacchetto amplia inoltre il divieto di esportazione a ulteriori beni utilizzati dall’industria militare russa, tra cui polveri di nichel, leghe metalliche per rivestimenti anticorrosione di motori aeronautici, polveri di berillio e componenti specifici per droni. Vengono anche introdotte nuove restrizioni all’importazione di beni che generano un fatturato superiore a 60 milioni di euro per la Russia, tra cui minerali di rame, nichel e piombo.
