14/07/2026 - Frontex: Frontex, ingressi irregolari in calo del 37% nei primi 6 mesi del 2026..

Il Mediterraneo orientale e quello centrale restano le principali porte d’ingresso verso l’Europa, concentrando insieme oltre il 60% degli attraversamenti irregolari.
 
Nella prima metà del 2026 gli attraversamenti illegali delle frontiere esterne sono diminuiti del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a poco più di 49.000 unità. È quanto emerge dall’ultima analisi di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, che attribuisce il risultato sia all’applicazione dell' entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo, sia al rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori.
 
L’analisi evidenzia che il Mediterraneo orientale e quello centrale restano le principali porte d’ingresso verso l’Europa, concentrando insieme oltre il 60% degli attraversamenti irregolari. La rotta del Mediterraneo orientale ha registrato oltre 16.600 ingressi, in calo del 20%, con il corridoio tra la Libia e Creta che rimane il più utilizzato. Nel Mediterraneo centrale gli arrivi sono stati circa 14.300, meno della metà rispetto all’anno precedente, con la Libia ancora principale punto di partenza e cittadini di Bangladesh, Somalia e Sudan tra le nazionalità più rappresentate.
 
In controtendenza il Mediterraneo occidentale, unica grande rotta a registrare un incremento: circa 7.900 attraversamenti, pari a un aumento del 17%, trainato soprattutto dalle partenze dall’Algeria e da un progressivo spostamento delle reti di trafficanti verso questo itinerario dopo l’inasprimento dei controlli in Marocco e sulle altre rotte africane. Il calo più marcato è stato invece osservato sulla rotta dell’Africa occidentale, dove gli ingressi sono diminuiti del 67% grazie alle “misure preventive adottate da Mauritania, Senegal e Gambia in collaborazione con Spagna e Unione europea”.
 
Nonostante il netto ridimensionamento dei flussi, Frontex sottolinea che la pressione migratoria “non può considerarsi superata”. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni stima che nel solo 2026 quasi 1.300 persone abbiano perso la vita nel Mediterraneo durante il tentativo di raggiungere l’Europa. Inoltre, l’evoluzione della situazione in Medio Oriente continua a essere osservata con attenzione: sebbene il cessate il fuoco raggiunto a giugno lasci uno spiraglio di apertura alla speranza di una graduale stabilizzazione della regione, gli effetti del conflitto e delle sue conseguenze economiche potrebbero continuare ad alimentare nuove pressioni migratorie nei prossimi mesi.