08/07/2026 - L'appello di 15 Stati membri a Bruxelles: "Il nucleare sia incluso nel nuovo quadro energetico Ue".

La lettera delle capitali ai commissari Ribera e Jorgensen è stata sottoscritta anche dall'Italia.
 
I ministri dell'Energia di 15 Stati membri dell'Ue hanno chiesto alla Commissione europea un quadro energetico post-2030 che sia tecnologicamente neutrale e che faccia "pieno uso dell'energia nucleare" oltre che delle energie rinnovabili e di altre tecnologie a basse emissioni. Lo si legge in una lettera firmata per l'Italia dal ministro per l'Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto-Fratin, insieme agli omologhi di Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia, e indirizzata ai commissari europei alla Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, e al commissario europeo all'Energia, Dan Jorgensen.
 
L’iniziativa è stata discussa nel corso della riunione della cosiddetta “Alleanza Nucleare“, svoltasi a margine del Consiglio Energia del 26 giugno. L’obiettivo, spiegano i firmatari, è quello di “allineare il quadro energetico europeo alle priorità strategiche dell’Unione”, con particolare attenzione ad “accessibilità dei prezzi, competitività, decarbonizzazione, sicurezza energetica e autonomia strategica”. Nella lettera i ministri richiamano anche le conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2026, secondo cui “la transizione energetica rimane la strategia più efficace per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e ridurre la vulnerabilità derivante dalle importazioni di combustibili fossili”.
 
Per i 15, il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione dovrà avvenire attraverso un approccio “tecnologicamente neutrale”, pienamente coerente con la Legge europea sul clima. In questa prospettiva, sostengono, il nucleare dovrà avere un ruolo centrale. Secondo i firmatari, se nell’ultimo decennio era giustificato “concentrare gli sforzi sullo sviluppo delle energie rinnovabili”, ora è necessario definire un percorso che “consenta la progressiva sostituzione dei combustibili fossili facendo ricorso a tutte le tecnologie a basse emissioni disponibili”. Gli strumenti messi a disposizione dall’Unione, aggiungono, “dovranno permettere a ciascuno Stato membro di conseguire la decarbonizzazione nel modo più efficiente sotto il profilo dei costi“.
 
“In un contesto geopolitico sempre più complesso - concludono i ministri - l’Unione europea deve superare ogni approccio ideologico e dotarsi di un quadro energetico e climatico capace di rafforzare competitività e resilienza, accompagnando gli Stati membri verso il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050“.