Cipro ha riequilibrato la proposta in risposta alle preoccupazioni sollevate dai Paesi "frugali" che premono per un controllo più rigoroso della spesa.
La presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha presentato una versione rivista del pacchetto negoziale per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP 2028-2034), proponendo una riduzione complessiva di circa il 2% rispetto alla bozza originaria della Commissione europea. Il documento rappresenta un passo avanti nei negoziati, passando da intervalli generici a cifre specifiche per le principali voci di spesa. La presidenza sottolinea che non si tratta di una proposta definitiva, ma di un quadro pensato per aiutare gli Stati membri a trovare un terreno comune mentre i colloqui entrano in una fase più politica.
Il pacchetto rivisto è inferiore di circa 32,8 miliardi di euro rispetto alla proposta presentata dalla Commissione europea nel luglio 2025. Nel complesso, rappresenterebbe circa l’1,23% del Reddito nazionale lordo dell’Unione (l’1,13%, escludendo i rimborsi del debito di NextGenerationEU).
“Il nostro taglio rappresenta un compromesso che tiene conto delle esigenze di tutti i membri del Consiglio. Abbiamo ascoltato con forza chi chiedeva un bilancio più ambizioso e, allo stesso tempo, abbiamo ascoltato attentamente chi chiedeva tagli significativi. Come compromesso, la presidenza ha applicato un taglio non uniforme alle voci di spesa. È un compromesso, ma equilibrato”, ha spiegato Marilena Raouna, viceministra per gli Affari europei di Cipro.
Il settore più sensibile resta quello riguardante coesione, agricoltura e pesca. Il pacchetto ripristina parzialmente i finanziamenti per la pesca, portandoli a 2 miliardi di euro a prezzi correnti, anche se il livello rimane inferiore del 38,5% rispetto a quello attuale. Viene introdotta maggiore flessibilità per l’agricoltura e si richiama l’attenzione sul sostegno agli Stati membri a reddito più basso nell’ambito della politica di coesione.
Su competitività, difesa, sicurezza, ricerca e azione esterna viene proposta una riduzione uniforme di circa il 3,9%. Questi settori avevano registrato forti aumenti nella proposta della Commissione Ue; le modifiche vengono presentate come una “moderazione della crescita” più che come veri e propri tagli. I finanziamenti resterebbero comunque nettamente superiori rispetto all’attuale QFP, mantenendo priorità come la prontezza della difesa e l’autonomia strategica. Riguardo le altre rubriche, si nota solo una riduzione marginale dello 0,5%, con la tutela di programmi come quelli per i territori d’oltremare e il programma Euratom.
Il quadro manterrebbe i Piani nazionali e regionali di partenariato al centro dell’attuazione della spesa, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle regioni per evitare un’eccessiva centralizzazione. Prosegue inoltre il lavoro sul nuovo Fondo europeo per la competitività e sullo strumento di finanziamento esterno Global Europe. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha indicato il QFP come uno dei principali temi all’ordine del giorno del vertice dei leader che si svolgerà a Bruxelles tra il 18 e 19 giugno.
