Von der Leyen: "Ora attuarlo in pieno". La firma attesa il 19 giugno in Svizzera.
Scatta l'accordo tra Washington e Teheran per la cessazione delle ostilità e la riapertura dello stretto di Hormuz: la firma è attesa per il 19 giugno in Svizzera. Parallelamente, le 2 parti stanno lavorando a una normalizzazione delle relazioni bilaterali. Intanto l’Unione europea esulta e torna a sperare per un ritorno alla normalità economica e i mercati festeggiano facendo scendere i listini del petrolio. Resta l’incognita della tenuta dell’accordo, che include anche la fine di ogni operazione militare in Libano e chiama in causa direttamente Israele.
Il testo dell’accordo, così come le condizioni, non sono ancora state rese note e bisognerà attendere per guardarle nel dettaglio. Al centro dell’intesa un periodo di pace di 60 giorni, utili a definire il futuro. Tutto o quasi ruota attorno al programma nucleare iraniano e le sanzioni statunitensi contro la Repubblica islamica. Teheran si impegnerebbe a invertire il processo di arricchimento dell’uranio portato avanti finora, per riportarlo a livelli utili ai solo fini civili e non militari. Gli Stati Uniti si impegnerebbero a iniziare ad alleggerire le proprie sanzioni contro Teheran, ma respingono le richieste di di restituzione e sblocco di denaro congelati. Washington ha comunque fatto trapelare la disponibilità a cancellare delle restrizioni e rimuovere i propri blocchi marittimi. Il traffico attraverso lo stretto di Hormuz sarebbe gestito attraverso la mediazione del Qatar.
L’annuncio ha prodotto una pioggia di reazioni di giubilo all’interno dell’Unione europea, a partire dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il cui auspicio è “la fine di questa guerra costosa e la piena riapertura dello stretto di Hormuz”. È lui ad annunciare che l’Ue “è pronta a contribuire per una strategia di pace duratura in Medio Oriente”, mentre per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “la priorità adesso è una rapida e piena attuazione dell’accordo da tutte le parti”. "L'accordo è fondamentale per la stabilità regionale e l'economia globale, aprirà la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente".
