09/06/2026 - La Commissione europea annuncia il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.

La proposta presentata dalla presidente von der Leyen mette nel mirino energia, banche e criptovalute.
 
La Commissione europea ha presentato il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, in quello che si presenta come un nuovo intervento mirato a colpire entrate energetiche, settore finanziario, criptovalute, commercio e capacità di elusione delle misure già in vigore. L’annuncio è stato dato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che in conferenza stampa ha collegato la nuova stretta sia alla prosecuzione degli attacchi russi contro le città ucraine sia al moltiplicarsi degli incidenti nello spazio aereo e marittimo dei Paesi dell’Unione e della Nato sul fianco orientale.
 
Nonostante "i bombardamenti quotidiani" sulle città ucraine e le violazioni dello spazio aereo europeo da parte dei droni, a 4 anni dall'inizio dell'invasione su vasta scala la Russia "non è riuscita a sottomettere l'Ucraina", ha sottolineato von der Leyen. La guerra, ha ricordato, comporta "un prezzo molto alto" per la Russia: perdite umane, un calo del tenore di vita con un'inflazione vicina al 6%, tassi di interesse al 14,5% e un aumento delle tasse. Dal punto di vista economico, il bilancio della Russia "è sotto pressione", oltre 2/3 delle attività liquide del suo fondo sovrano "sono andate perdute" e le entrate energetiche sono diminuite di circa "il 40% all'inizio del 2026". "Le sanzioni stanno di fatto isolando la Russia dai mercati dei capitali globali, determinando una crescita stagnante e indebolendo il suo sforzo bellico", ha notato.
 
Il primo asse riguarda l’energia. La Commissione europea propone di sospendere fino a gennaio 2027 il meccanismo di adeguamento del price cap sul petrolio russo, per evitare che l’aumento dei prezzi internazionali dovuto alla crisi in Medio Oriente e alle interruzioni delle catene di approvvigionamento finisca per alleggerire la pressione su Mosca. Von der Leyen ha spiegato che il tetto al prezzo del petrolio è stato concepito per seguire l’andamento ordinario del mercato, non per assorbire shock come quello legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Per questo motivo Bruxelles vuole congelare l’aggiustamento automatico, mantenendo contenuti i profitti russi da esportazioni petrolifere mentre i mercati cercano una nuova stabilizzazione.
 
La proposta include anche l’inserimento nella lista sanzionatoria di altre 30 navi della cosiddetta "flotta ombra", che si andranno ad aggiungere alle 632 già colpite dalle misure europee. Nel nuovo pacchetto, per la prima volta, Bruxelles intende sanzionare anche le navi che forniscono servizi di supporto alla flotta ombra, come bunkeraggio e assistenza logistica, e prendere di mira infrastrutture critiche - porti, aeroporti e raffinerie - coinvolte nel commercio o nella lavorazione del petrolio russo. Un ulteriore passaggio riguarda il gas naturale liquefatto: l'esecutivo Ue propone di limitare la vendita di metaniere alla Russia, replicando la logica già adottata per le petroliere e cercando di prevenire la formazione di una flotta ombra anche nel segmento GNL.
 
Il secondo pilastro del nuovo pacchetto sanzionatorio è finanziario. L’esecutivo europeo propone, infatti, di estendere i divieti di transazione ad altre 31 banche russe e di colpire 20 tra banche, società, piattaforme di criptovalute e operatori petroliferi in Paesi terzi accusati di fornire servizi a entità russe sanzionate o di facilitare l’elusione delle restrizioni europee. Un’altra novità introdotta dal nuovo pacchetto è l’introduzione, per la prima volta, della possibilità di un divieto totale per i servizi legati alle criptovalute in Paesi terzi. Secondo Bruxelles, l’obiettivo è creare un deterrente verso le giurisdizioni che ospitano piattaforme utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali.
 
Il terzo asse riguarda il commercio e l’industria militare. Nel merito, la Commissione Ue propone nuove restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie utilizzabili dalla macchina bellica russa, con particolare attenzione a metalli e leghe impiegati nell’aerospazio e nella difesa. Nel settore dei droni, il pacchetto prevede nuovi divieti su attrezzature di supporto a terra, sistemi di disturbo e sistemi di lancio. La Commissione vuole inoltre introdurre nuovi divieti di importazione per beni del valore complessivo di circa 60 milioni di euro, tra cui determinati metalli, minerali metalliferi e componenti per auto, con l’obiettivo dichiarato di consolidare la diversificazione europea e ridurre le residue dipendenze dalle forniture russe.
 
Una delle novità più rilevanti del pacchetto sanzionatorio riguarda la pesca, finora tra i grandi settori rimasti fuori dal perimetro sanzionatorio. Von der Leyen ha annunciato restrizioni sostanziali alle importazioni di alcuni prodotti ittici e un divieto totale per altri, incluso il merluzzo. Bruxelles propone inoltre di riallineare le restrizioni commerciali nei confronti della Bielorussia, per evitare che Minsk continui a funzionare come porta d’ingresso indiretta per il commercio russo verso il mercato europeo.
Il pacchetto introduce anche il divieto di ingresso nell’Unione europea per chiunque abbia prestato servizio nelle Forze armate russe dall’inizio della guerra. “L’Europa resterà off limits per chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina”, ha affermato von der Leyen, presentando la misura come una conseguenza diretta della partecipazione alla guerra di aggressione contro Kiev.
 
Sul piano istituzionale, la proposta della Commissione europea dovrà ora essere esaminata e approvata dagli Stati membri in Consiglio, dove le sanzioni richiedono l’unanimità. Il calendario resta politicamente sensibile: secondo fonti diplomatiche, l’obiettivo europeo sarebbe quello di approvare il pacchetto entro metà luglio, prima della prossima revisione del tetto al prezzo del petrolio russo.