Cipro organizza un momento formale dedicato alle nuove regole comuni di gestione dei flussi, che entreranno in vigore il prossimo 12 giugno.
Ritorni, rimpatri, hub nei Paesi terzi: sull’immigrazione l’Unione europea intende festeggiare il risultato di un accordo di gestione dei flussi con una cerimonia particolare. La presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue indice una riunione ministeriale informale a Nicosia per venerdì 12 giugno, giornata di entrata in vigore delle nuove regole, proprio per salutare il cambio di quadro giuridico. La comunicazione dell’appuntamento in calendario è stata annunciata da Nicholas Ioannides, vice ministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale di Cipro, al termine del Consiglio Affari interni di Lussemburgo, dedicato proprio al capitolo immigrazione.
“Il 12 giugno l’Ue volta pagina nella gestione della migrazione”, scandisce Ioannides, convinto che “l‘avvio del Patto su migrazione e asilo rappresenta un importante traguardo e dimostra la nostra capacità di trovare soluzioni comuni a sfide condivise”. La presidenza cipriota festeggia perché “ha posto l’attuazione del Patto tra le sue massime priorità e abbiamo lavorato incessantemente per garantirne un avvio positivo”, e perciò “organizzeremo una conferenza informale a Cipro per celebrare entrata in vigore del patto”. L’Ue procede alla celebrazione di misure che rimodellano, al ribasso, la scala di valori di un’Unione europea che sceglie di erodere diritti.
Il commissario per l’Immigrazione, Magnus Brunner, invita però a non cullarsi troppo sugli allori: “Il 12 giugno non taglieremo filo di lana, ma daremo inizio a sistema operativo“, afferma nel corso della conferenza stampa di fine lavori. C’è ancora molto da fare, tanto è vero che, sottolinea, “dopo l’estate daremo un nuovo mandato a Frontex (l’Agenzia di guardia costiera e di frontiera dell’Ue) per incrementare sostegno stati membri affinché le misure dei rimpatri portano a dei rimpatri effettivi”.
Toccherà poi agli Stati membri fare la propria parte per rimpatriare i migranti irregolari: per quanto riguarda gli hub nei Paesi sul modello Italia-Albania, “per la Commissione Ue é importante creare base giuridica e l’ha fatto”, ricorda Brunner. “Adesso se funziona o meno spetta agli Stati membri. Saranno gli Stati membri a negoziare anche per gli hub di rimpatrio”.
