Nell'ambito del semestre europeo, la Commissione ha pubblicato il documento con le indicazioni di riforme richieste da ogni Paese.
Garantire e mantenere “sostenibilità” di bilancio pubblico, impegnarsi a spendere di più in difesa, e poi promuovere ricerca e innovazione. Ancora, velocizzare una riforma del mix energetico nazionale riducendo le dipendenze dal gas e accelerando il passaggio a energia elettrica da fonti rinnovabili. Sono queste le 6 raccomandazioni rivolte dalla Commissione europea all'Italia nell'ambito del Semestre europeo 2026 nel documento sulle "Raccomandazioni per il Paese".
Le richieste di riforme che arrivano da Bruxelles propongono innanzitutto interventi in materia di lotta all’evasione fiscale, contrasto al lavoro sommerso e la garanzia di una maggiore concorrenza, specie nei settori trasporti ed elettrico. Ancora, si chiede di “aumentare ulteriormente l’efficacia della pubblica amministrazione e rafforzare ulteriormente la capacità amministrativa”. Si chiede poi una riforma del mercato del lavoro, e si pone l’accento sulla necessità di “rafforzamento della contrattazione collettiva, anche a sostegno di salari adeguati”.
Le raccomandazioni auspicano anche ad una riforma della giustizia, con un’attenzione alla lotta ai processi lenti e la richiesta esplicita di “ridurre ulteriormente l’arretrato e i tempi di risoluzione dei casi nel sistema giudiziario. Focus speciale riguardo il catasto; ad oggi “i valori catastali non sono ancora stati sistematicamente adeguati ai valori di mercato”, rileva la Commissione europea, che chiede di “aggiornare i valori catastali, sulla base degli impegni assunti nel piano fiscale-strutturale a medio termine, nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative”.
Le raccomandazioni specifiche per Paese tratteggiano il ritratto di un’Italia alle prese con problemi strutturali e sistemici, e l’incapacità di un’intera classe politica di fare riforme che ora la Commissione europea torna a chiedere con rinnovato vigore. “La competitività dell’Europa inizia con le riforme“, scandisce Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la Strategia industriale. Per il governo Meloni giunge la richiesta quanto mai esplicita a un cambio di passo reale: “Modernizzando le nostre economie ed eliminando gli ostacoli di lunga data, gli Stati membri possono creare lo spazio di bilancio necessario per investire nelle industrie, nelle tecnologie e nelle competenze del futuro”.
C’è poi l’invito a riconsiderare le scelte di politica energetica e di mix energetico nazionale. L’Italia risulta troppo dipendente dal gas, e anche alla luce del caro-bollette prodotto dalla guerra in Iran, dunque si invita il Paese ad “accelerare l’elettrificazione e intensificare gli sforzi per la diffusione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo, anche attraverso la piena attuazione delle riforme in materia di autorizzazioni, in particolare a livello sub-nazionale”.
La raccomandazione che chiede all’Italia di cambiare il proprio mix energetico è la stessa che chiede di “affrontare i rischi legati al clima e mitigarne l’impatto economico, anche attraverso un maggiore coordinamento istituzionale, soluzioni basate sulla natura e coperture assicurative climatiche“. Si introduce un elemento nuovo, quello di presa di coscienza di fenomeni meteorologici sempre più estremi e il loro impatto sull’economia reale. Ma, qui, viene anche aggiunto di “affrontare le inefficienze residue nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, riducendo le carenze infrastrutturali, in particolare nelle regioni meridionali”.
C’è infine una riforma che torna a essere chiesta: quella delle pensioni. Una richiesta che appare imprescindibile, visto che, rileva l'esecutivo Ue, “l’Italia è uno degli Stati membri con la popolazione più anziana, il tasso di natalità più basso e un’età media delle donne al primo parto superiore alla media”. Inoltre “la fuga di cervelli persiste, con molti giovani residenti altamente qualificati che cercano migliori opportunità all’estero, mentre l’Italia fatica ad attrarre e trattenere i talenti”. Di fronte a questo scenario si chiede di “affrontare le sfide demografiche per mitigarne gli effetti sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità del sistema pensionistico, anche attirando e trattenendo una forza lavoro qualificata e incoraggiando la partecipazione al mercato del lavoro degli anziani.
