Gli Stati membri con la quota più alta di popolazione a rischio di povertà sono la Lituania (22,6%), la Lettonia (22%) e la Bulgaria (21,2%). Italia stabile al 18,6%.
Nel 2024, 72,4 milioni di persone nell’Unione europea erano a rischio di povertà, pari al 16,3% della popolazione e 0,1 punti percentuali in più dell’anno precedente, secondo quanto riportano i dati Eurostat. I rilievi si basano sulle statistiche dell’Ue sul reddito e sulle condizioni di vita, riferendosi ai redditi percepiti nel 2024. L'istituto statistico dell'Ue, quindi, ha elaborato stime preliminari sul reddito del 2025, per prevedere l’andamento del tasso di rischio di povertà, che indicano una stabilità generale sebbene con un ulteriore aumento dello 0,1%.
Nel rapporto "Indicatori chiave sulle condizioni di vita in Europa - Edizione 2025", realizzato dall’Eurostat, si precisa che 5,6 milioni delle persone a rischio di povertà nel 2024 si trovavano in una situazione di vulnerabilità particolarmente grave. Si tratta di cittadini che, oltre al rischio di povertà, soffrivano anche di grave deprivazione materiale e sociale e vivevano in famiglie con un’intensità lavorativa molto bassa. Inoltre il reddito disponibile equivalente mediano - il reddito netto che tiene conto della composizione familiare - è aumentato del 6,2% a livello europeo tra il 2023 e il 2024, ma le stime per il 2025 prevedono una crescita più contenuta, intorno al 3,5%. Il rallentamento è evidente: il dato è quasi la metà rispetto ai 3 anni precedenti, nei quali la crescita aveva superato costantemente il 6%.
I Paesi con la quota più alta di popolazione a rischio di povertà sono la Lituania (22,6%), la Lettonia (22%) e la Bulgaria (21,2%). All’estremo opposto, i tassi più bassi si registrano in Danimarca (11,8%), Belgio (10,9%) e Repubblica Ceca (9,6%). Per quanto riguarda le previsioni per il 2025, la situazione appare nel complesso abbastanza stabile e in 18 Paesi il tasso di rischio di povertà non dovrebbe subire variazioni significative. Si prevede una diminuzione in Spagna e Romania, mentre un aumento è atteso in Germania, Irlanda, Croazia, Ungheria e Slovenia. In Italia la situazione stimata è invariata, sebbene il dato sia al 18,6%, dunque più alto della media Ue.
Considerando l’inflazione, il reddito reale nel 2024 è risultato del 3,6% superiore rispetto all’anno precedente. Le stime per il 2025 indicano un aumento reale più modesto, pari all’1,2 %. In termini geografici, il reddito reale dovrebbe crescere in 17 dei 25 Paesi per cui sono disponibili le stime, mentre rimarrà stabile in Belgio, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Austria, Romania e Svezia. L’unico Paese in cui si prevede una diminuzione è l’Estonia.
