21/05/2026 - Von der Leyen: "Il mercato unico è il nostro strumento più efficace, ma va completato e modernizzato".

"Con 450 milioni di persone e un mercato da 18 trilioni di euro, l’Europa ha il potere di definire gli standard globali”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, alla Plenaria dell'Europarlamento.
 
Articolo tratto da focuseurope.it
 
Il mercato unico europeo resta “molto più di un mercato continentale” ed è ancora “lo strumento più efficace” dell’Unione europea, non solo per la prosperità economica ma anche per la sua influenza strategica nel mondo. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo in un dibattito dedicato al futuro del mercato unico.
 
Von der Leyen ha ribadito l’importanza del mercato unico europeo, definendolo una “pietra angolare” che definisce l’Unione europea nel suo complesso. Secondo la presidente della Commissione, il mercato unico resta anche una leva di potere per l’Europa. “Con 450 milioni di persone e un mercato da 18.000 miliardi di euro, l’Europa ha il potere di fissare standard globali”, ha dichiarato. Ma, ha avvertito, in una fase segnata da rapido cambiamento tecnologico, urgenza climatica e competizione geopolitica, “limitarsi a preservare il mercato unico così come lo conosciamo non è sufficiente”. Per restare adeguato alle sfide attuali, ha spiegato, il mercato unico deve essere “modernizzato, completato e adattato”.
 
Von der Leyen ha colto l’analisi dei limiti dello stato attuale del mercato unico, ampiamente trattata nei report redatti dall’ex premier italiano Enrico Letta e da Mario Draghi sul futuro della competitività europea. Come indicato da Draghi, l’Ue se da un lato ha smantellato le barriere commerciali, accolto le catene di approvvigionamento globali e costruito la più aperta delle grandi economie mondiali, dall’altro, non ha mai praticato pienamente l’apertura che predicava, lasciando incompiuto il mercato unico, frammentati i mercati dei capitali, i sistemi energetici insufficientemente connessi, con ampie parti dell’economia avviluppate in strati di regolamentazione. 
 
A fronte di ciò, nel suo intervento, von der Leyen ha indicato 6 priorità che la Commissione intende portare avanti. La prima riguarda la necessità di rimuovere le barriere ancora esistenti all’interno dell’Unione come richiesto dai rapporti Draghi e Letta. “Dobbiamo finire ciò che abbiamo iniziato. Dobbiamo rimuovere le barriere che ancora persistono nel nostro mercato unico a livello europeo”, ha affermato. In merito von der Leyen ha sottolineato il lavoro della Commissione come dimostrato dagli strumenti dedicati all’interno della Single Market Strategy per affrontare i cosiddetti “Terrible Ten”, ovvero le 10 principali barriere ancora presenti nel mercato unico che frenano imprese e l’iniziativa EU Inc., pensata per creare “un insieme unico di regole” valido in tutta Europa.
A livello nazionale, ha aggiunto, bisogna contrastare il fenomeno del “gold plating”, cioè l’aggiunta di oneri e requisiti nazionali ulteriori rispetto alla normativa europea. “Dobbiamo rendere più facile crescere su scala europea. Questa è la promessa di base del mercato unico e deve essere mantenuta”, ha detto.
 
La seconda priorità è la dimensione digitale. Per von der Leyen, “il mercato unico deve essere digitale per progettazione”, perché la prossima fase dell’innovazione sarà definita dalla capacità di applicare le tecnologie digitali ai sistemi fisici e industriali. “Tecnologie come l’intelligenza artificiale devono essere collegate ai sistemi fisici che sono destinate a migliorare”, ha affermato. “Abbiamo leader industriali globali, una scena crescente di startup e scaleup, eccellenza scientifica e una forza lavoro altamente qualificata”. Quello che serve ora, ha aggiunto, è creare una domanda interna per soluzioni digitali europee, sostenere progetti strategici con solidi casi industriali e far emergere “nuovi campioni tecnologici in Europa”.
 
In questo contesto, von der Leyen ha rivendicato i risultati del Chips Act, che “ha sbloccato oltre 32 miliardi di euro di investimenti nei semiconduttori in tutta Europa”, e ha annunciato nuovi interventi. “Presenteremo il Chips Act 2.0 per rafforzare il ruolo dell’Europa nella catena del valore dei semiconduttori”, ha assicurato von der Leyen, facendo riferimento alla proposta della Commissione che dovrebbe essere presentata il prossimo 27 maggio.
La Commissione proporrà inoltre un Cloud and AI Development Act per sostenere la crescita di un ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale e, in estate, aprirà il bando per le prime AI Gigafactories. L’obiettivo, ha spiegato, è “trasformare la scala del mercato unico in un vantaggio nella corsa all’intelligenza artificiale”.
 
Il terzo punto riguarda la sostenibilità. “La sostenibilità deve essere integrata nelle regole del nostro mercato”, ha affermato von der Leyen. Gli obiettivi climatici e di economia circolare dell’Ue, ha spiegato, richiedono un mercato unico capace di incentivare l’innovazione pulita e di eliminare le barriere al commercio di beni e servizi a basse emissioni di carbonio. La presidente della Commissione ha richiamato in questo quadro l’Industrial Accelerator Act, presentato lo scorso 4 marzo e con cui Bruxelles intende creare mercati guida per i prodotti puliti. “Queste sono fondamentalmente le industrie del futuro”, ha ricordato von der Leyen, aggiungendo che l’Ue deve usare il mercato unico per dare scala proprio a queste nuove filiere industriali.
 
La quarta priorità è l’indipendenza europea. In merito, von der Leyen ha affermato che l’esecutivo “sta lavorando duramente sull’indipendenza dell’Europa e il mercato unico deve contribuire a renderla concreta”. Dopo la pandemia, ha ricordato, le imprese europee hanno affrontato una lunga serie di interruzioni delle catene di approvvigionamento. Per questo, secondo la presidente della Commissione, l’Ue deve continuare a usare la propria scala per concludere nuovi accordi commerciali e rafforzare l’accesso a materie prime e mercati strategici. “Quest’anno abbiamo concluso accordi con India, Australia, Mercosur e Svizzera”, ha rivendicato la presidente, annunciando la sua partenza per il Messico dove domani è prevista la finalizzazione dell’accordo globale modernizzato con Città del Messico, definita “un fornitore chiave di materie prime critiche”.
 
Von der Leyen ha collegato questa agenda anche all’energia. Il mercato unico, ha spiegato, può facilitare il coordinamento degli investimenti strategici e l’aggregazione della domanda. La presidente ha citato il piano d’azione ResourceEU, presentato dalla Commissione europea il 3 dicembre 2025, il nuovo centro per le materie prime critiche e il pacchetto sulle reti elettriche, definendo le infrastrutture di rete “la spina dorsale del nostro sistema energetico”.
In merito, von der Leyen ha ricordato come l’Europa vanti una delle reti elettriche più estese al mondo, ma in cui serve un “maggiore coordinamento”. La politica tedesca ha annunciato che nelle prossime settimane, la Commissione presenterà anche un piano d’azione per l’elettrificazione. “Tutto questo serve a costruire un mercato unico più forte per un’Europa più indipendente”, ha affermato.
 
Gli ultimi punti indicati da von der Leyen sono l’”inclusione” e la “dimensione sociale”. "I benefici del mercato unico devono raggiungere ogni regione, ogni cittadino”, ha detto von der Leyen, insistendo sulla necessità di facilitare la mobilità dei lavoratori qualificati all’interno dell’Unione. Anche in questo caso, von der Leyen ha anticipato alcuni dei prossimi piani della Commissione, come quello relativo alla mobilità equa del lavoro, il pass europeo di sicurezza sociale, la digitalizzazione del riconoscimento delle qualifiche professionali e il rafforzamento dell’Autorità europea del lavoro.
 
“Il nostro mercato unico non riguarda solo le imprese. Riguarda i lavoratori, riguarda le persone”, ha affermato von der Leyen. Richiamando Jacques Delors, la presidente della Commissione ha ricordato che “la dimensione sociale è la precondizione e l’obiettivo del mercato unico”. Questo principio, ha aggiunto, resta valido anche oggi. Per questo Bruxelles ha adottato 2 settimane fa la sua prima strategia contro la povertà, con l’obiettivo di aiutare più persone a entrare nella classe media ed evitare arretramenti sociali. Inoltre, von der Leyen ha annunciato che la Commissione consulterà le parti sociali su una nuova iniziativa per sostenere l’ingresso o il ritorno al lavoro, con un’attenzione particolare ai genitori, soprattutto quelli soli.
 
Infine, la presidente della Commissione ha insistito sulla qualità dell’occupazione. “Quando parliamo di lavoro, dobbiamo sempre parlare di lavori di qualità”, ha dichiarato. Secondo von der Leyen, i posti di lavoro di qualità contribuiscono a costruire la forza lavoro qualificata di cui l’Europa ha bisogno per competere a livello globale e creano “un circolo virtuoso di maggiore produttività e salari migliori”. Per questo la Commissione sta lavorando con le parti sociali sui contenuti del futuro Quality Jobs Act che dovrebbe essere presentata nel corso del 2026. “I lavori di qualità fanno bene ai lavoratori, fanno bene alle imprese, fanno bene all’Europa. E devono essere al centro di un mercato unico più forte”, ha concluso.