21/05/2026 - Merz lancia la proposta per rendere l'Ucraina un "membro associato" dell'Ue.

Il cancelliere tedesco ha inviato una lettera a von der Leyen e Costa, contenente anche la richiesta di estensione a Kiev dell'art. 42.7 del TUE, la clausola di mutua difesa.
 
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto di creare un nuovo status di “membro associato” dell’Unione europea per l’Ucraina, nel tentativo di avvicinare Kiev alle istituzioni europee mentre prosegue il lungo e complesso percorso verso l’adesione piena. L’iniziativa è contenuta in una lettera, rilanciata ai media internazionali, indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente di turno del Consiglio dell’Ue, Nikos Christodoulides.
 
Secondo la proposta, l’Ucraina potrebbe partecipare alle riunioni del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Ue senza diritto di voto, con un commissario associato privo di portafoglio, ma pienamente coinvolto nei lavori (salvo nelle votazioni), e con propri rappresentanti associati all’Europarlamento, anche loro senza voto, oltre a ricevere una forma più ampia di integrazione politica e di sicurezza. L’idea prevede anche una partecipazione graduale ad alcuni strumenti europei e un allineamento più stretto con le politiche dell’Unione.
L’obiettivo dichiarato di Berlino è superare lo stallo politico che continua a circondare il processo di adesione ucraino. Sebbene Bruxelles abbia avviato i negoziati con Kiev, un ingresso nell’Ue nel breve termine appare improbabile, considerando che l’adesione richiede l’approvazione unanime dei 27 Stati membri e la ratifica nazionale.
 
La proposta potrebbe offrire a Kiev benefici concreti senza modificare immediatamente i Trattati europei. Le agenzie hanno segnalato che la proposta prevede, tra le altre cose, anche l’estensione a Kiev dell’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea, la clausola di mutua difesa. Per Merz questo creerebbe “una garanzia di sicurezza sostanziale”. Alcune ricostruzioni indicano anche l’eventuale applicazione delle clausole europee di assistenza reciproca. Merz avrebbe inoltre suggerito meccanismi di salvaguardia nel caso di arretramenti sullo Stato di diritto o sugli standard democratici.
 
Sul piano normativo, l’applicazione del diritto comunitario sarebbe graduale e legata all’avanzamento dei negoziati di adesione. Anche il bilancio Ue non scatterebbe in pieno da subito: Kiev dovrebbe accedervi progressivamente e solo rispetto ai programmi a gestione diretta, scrivono le agenzie. Nella lettera Merz riconosce che la proposta “solleverà alcune domande sulla sua fattibilità politica, tecnica e giuridica”, ma si dice convinto che possano essere risolte “se adottiamo un approccio costruttivo nei confronti di questo status speciale”.