Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un'intesa sull'attuazione delle disposizioni tariffarie della Dichiarazione congiunta Ue-Usa adottato il 21 agosto 2025.
Parlamento e Consiglio Ue hanno finalmente trovato un accordo sui 2 regolamenti comunitari che servono a mettere in pratica l’intesa economica che Washington e Bruxelles hanno stilato nell’estate scorsa nel tentativo di mettere fine alle tensioni commerciali.
"L’Unione europea e gli Stati Uniti godono del rapporto economico più importante e più integrato al mondo - sostiene Michael Damianos, ministro del Commercio e dell’industria di Cipro, Paese con la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Il mantenimento di un partenariato transatlantico stabile, prevedibile ed equilibrato è nell’interesse di entrambe le parti. Oggi l’Unione europea mantiene i propri impegni. Siamo e rimarremo un partner affidabile e degno di fiducia nel commercio mondiale".
L’accordo sui dazi Ue-Usa al centro dell’intesa tra Parlamento e Consiglio Ue riguarda 2 diversi provvedimenti: un primo regolamento, quello principale, elimina i dazi doganali rimanenti sui beni industriali statunitensi e concede l’accesso preferenziale al mercato europeo, anche tramite contingenti tariffari e tariffe ridotte per alcuni prodotti agricoli e frutti di mare e non sensibili "made in Usa"; un secondo regolamento, invece, si concentra sull’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, nella forma naturale e come prodotto lavorato.
Il compromesso tra Parlamento e Consiglio prevede salvaguardie e clausole di decadenza. In base alla particolare "clausola di scadenza" (sunset clause), il regolamento principale sulle importazioni industriali e agroalimentari scadrà il 31 dicembre 2029. Prima di tale data, la Commissione europea effettuerà una valutazione completa dei suoi effetti commerciali sull’industria, l’agricoltura e le Pmi europee, nonché delle modifiche ai modelli commerciali con i Paesi terzi. La Commissione può presentare una proposta legislativa per prorogare la durata del regolamento.
Per quanto riguarda la seconda proposta sulle aragoste, il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla proposta del Parlamento di prorogare per cinque anni, fino al 31 luglio 2030, l’importazione di aragoste a dazi zero. Tale proroga avrà effetto retroattivo a partire dall’1 agosto 2025.
Non c’è solo una data di scadenza nell’accordo inter-istituzionale che dà seguito all’accordo sui dazi, c’è anche un meccanismo di salvaguardia dedicato che dà all’Ue i mezzi per affrontare possibili aumenti significativi delle importazioni dagli Stati Uniti che causano o minacciano di causare gravi pregiudizi ai produttori nazionali, tanto all’industria Ue quanto al settore agricolo europeo. La Commissione europea potrà quindi avviare un’indagine di propria iniziativa o sulla base di informazioni fornite da uno o più Stati membri o dal Parlamento europeo, e l’esecutivo comunitario riferirà inoltre al Parlamento e al Consiglio trimestralmente sulle variazioni dei volumi e dei valori degli scambi delle esportazioni statunitensi dei beni oggetto della presente legislazione. Qualora vi siano prove sufficienti, la Commissione Ue potrà decidere di sospendere in tutto o in parte l’applicazione del regolamento.
Nell’ambito del meccanismo di salvaguardia, poi, la Commissione europea potrà inoltre sospendere le preferenze tariffarie riconosciute agli Stati Uniti qualora quest'ultimi non risolvano le preoccupazioni dell’Unione europea in merito al trattamento tariffario delle esportazioni dell’Unione che fino al 24 febbraio 2026 hanno beneficiato del tetto tariffario onnicomprensivo del 15%.
L’accordo Consiglio-Parlamento sul regime dei dazi con gli Stati Uniti copre anche acciaio e alluminio. Ad agosto dello scorso anno gli Stati Uniti hanno aggiunto 407 categorie di prodotti all’elenco dei derivati dell’acciaio e dell’alluminio soggetti a dazi. Il Parlamento ha ritenuto che questi nuovi dazi aumentassero il livello di instabilità commerciale e ha sollecitato che la questione fosse affrontata nel regolamento principale. In base all’accordo, la Commissione Ue potrà sospendere le preferenze tariffarie se, entro il 31 dicembre 2026, gli Stati Uniti continueranno ad applicare un’aliquota tariffaria superiore al 15% sui derivati dell’acciaio e dell’alluminio dell’Ue. Inoltre, la Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio, entro l’1 dicembre 2026, una relazione sul trattamento tariffario dei derivati dell’acciaio e dell’alluminio.
