Bruxelles: "Il nostro focus rimane sull'utilizzo dei fondi del bilancio Ue e altri fondi europei disponibili, che ammontano a 95 miliardi di euro".
La deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa va estesa anche alle spese per la crisi energetica o l'attivazione del programma SAFE da parte dell'Italia è a rischio. Giorgia Meloni decide di mettere per iscritto quanto va dicendo nei consessi internazionali da settimane. In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la premier chiede di estendere all’energia la flessibilità fiscale già prevista per la difesa attraverso una clausola di flessibilità, sostenendo che l’attuale impennata dei prezzi energetici rappresenti una minaccia strategica per l’economia europea paragonabile a quella della sicurezza militare.
Meloni chiede in particolare di estendere la National Escape Clause, la clausola di salvaguardia che permette agli Stati membri di derogare temporaneamente al Patto di stabilità per misure straordinarie, senza modificarne i limiti massimi già previsti. La clausola è già stata attivata per le spese di difesa, consentendo ai Paesi del blocco di sforare i parametri comunitati fino a un massimo dell'1,5% del Pil. L'Italia ha chiesto che lo stesso margine venga applicato alle spese energetiche straordinarie. "Se consideriamo giustamente la difesa una priorità strategica tale da giustificare l'attivazione della clausola", si legge nella lettera, "allora dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea".
La richiesta italiana giunge mentre la crisi in Medio Oriente continua a pesare sui mercati energetici, con l’instabilità nell’area dello Stretto di Hormuz che mantiene elevati i prezzi del petrolio e dell’energia. Meloni nella lettera sostiene che “sarebbe molto difficile spiegare ai cittadini” perché l’Unione europea consenta margini di flessibilità per la spesa militare ma non per misure destinate a proteggere famiglie e imprese dall’aumento delle bollette. La premier aveva già anticipato una posizione simile durante il vertice Ue di Cipro a marzo.
La Commissione europea, però, ha già raffreddato le aspettative italiane. In più di un’occasione il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha osservato che “le condizioni per attivare una clausola generale di salvaguardia” per sospendere il Patto di stabilità “sono la presenza di una grave recessione economica e attualmente non siamo in questo scenario”. L’esecutivo Ue già ha chiarito - anche tramite i suoi portavoce - che Bruxelles ha già messo a disposizione degli Stati membri diversi strumenti per affrontare la crisi energetica ma che, al momento, la clausola di salvaguardia nazionale non rientra tra le opzioni previste.
