15/05/2026 - Approvato un capitolo chiave per la costituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina.

Sono 36 i Paesi che hanno annunciato formalmente la loro intenzione di partecipare; la decisione è stata presa a Chisinau nell’ambito del Consiglio d’Europa.
 
Il Consiglio d’Europa ha approvato un nuovo passo giuridico verso il lancio del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, mentre Kiev ha dichiarato che il meccanismo per perseguire la leadership russa è ormai una “realtà giuridica". Riunito a Chisinau (Moldova), il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato l’Accordo parziale allargato sul Comitato di gestione del tribunale, con il sostegno di 37 Paesi, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
 
Nel corso dell’incontro annuale tra i ministri degli Esteri dei 46 Stati membri, l’organizzazione che riunisce i principali Paesi europei per promuovere i valori della democrazia e dello Stato di diritto ha approvato la risoluzione che dà vita all’Accordo parziale allargato sul Comitato direttivo del Tribunale. Questo organismo dovrà supervisionare l’attività del futuro organo giurisdizionale e assicurare il finanziamento economico necessario a garantirne l’operatività. In tal senso, il denaro sarà messo a disposizione dagli Stati che ratificheranno ufficialmente la loro adesione al Comitato.
L’accordo definisce l’architettura amministrativa e di governance del futuro tribunale e consentirà sia agli Stati membri del Consiglio d’Europa sia a Paesi terzi di aderire all’iniziativa. La decisione rappresenta l’ultimo tassello istituzionale di un processo avviato da Kiev e dai suoi alleati per creare una corte internazionale dedicata a perseguire il crimine di aggressione legato all’invasione russa su larga scala dell’Ucraina.
 
“Oggi è stato superato il punto di non ritorno: il tribunale speciale è diventato una realtà giuridica”, ha dichiarato Sybiha durante la riunione in Moldova. Sybiha ha affermato che il numero dei Paesi partecipanti continuerà ad ampliarsi e ha citato direttamente diversi esponenti della leadership russa e bielorussa che, secondo Kievv, dovrebbero un giorno comparire davanti alla giustizia internazionale all’Aia, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, l’ex ministro della Difesa Sergei Shoigu e il leader bielorusso Alexander Lukashenko.
“Il Tribunale rappresenta giustizia e speranza“, ha commentato la decisione il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, aggiungendo che “si sta avvicinando il tempo in cui la Russia dovrà essere ritenuta responsabile per la sua aggressione contro l’Ucraina”.
 
Il Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina è un’istituzione - creata nel quadro del Consiglio d’Europa - che si pone l’obiettivo di indagare, perseguire e processare i principali responsabili della guerra scatenata da Mosca contro Kiev. Le discussioni sulla creazione di un organismo di questo tipo sono cominciate a pochi mesi di distanza dall’inizio della guerra, nel tentativo di trovare una soluzione ad alcuni vuoti normativi che avrebbero impedito alla Corte Penale Internazionale (CPI) di imputare i responsabili del conflitto del crimine di aggressione. Il motivo è uno e molto semplice: la mancata ratifica da parte della Russia dello Statuto di Roma, l’atto fondativo della CPI.
 
Il primo traguardo è stato raggiunto lo scorso 25 giugno, quando a Strasburgo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, hanno siglato l’accordo bilaterale per istituire ufficialmente questo organismo. La firma dell’intesa odierna sulla creazione del Comitato Direttivo rappresenta il passaggio successivo, necessario per rendere il Tribunale effettivamente operativo. Perché il Comitato Direttivo venga effettivamente costituito, sarà necessaria la ratifica ufficiale da parte dei singoli governi nazionali e Berset si è augurato che questo avvenga “il prima possibile“.