La comunicazione si basa sugli orientamenti politici della presidente von der Leyen per il periodo 2024-2029, sugli impegni assunti nel vertice di febbraio e sulla comunicazione "Un'Europa più semplice e veloce".
Articolo tratto da focuseurope.it
La Commissione europea va avanti nel processo di semplificazione già in corso con i cosiddetti “pacchetti Omnibus” e presenta un nuovo piano per rendere il processo legislativo dell’Unione più semplice, più chiaro e più efficace, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la complessità normativa e rafforzare la competitività europea. La comunicazione si basa sugli orientamenti politici di von der Leyen per il mandato 2024-2029, sugli impegni assunti al vertice dei leader del 12 febbraio 2026 e sulla precedente comunicazione “Un’Europa più semplice e più veloce”.
Il nuovo piano è stato presentato lo scorso 28 aprile dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, e si inserisce in un più ampio sforzo per rilanciare l’economia europea, in profonda difficoltà a causa degli alti prezzi dell’energia provocati dalla guerra in corso in Medio Oriente, dai dazi statunitensi e dalla concorrenza sempre più serrata degli esportatori cinesi.
Il piano si inserisce inoltre nel più ampio tentativo della Commissione europea di rispondere alle critiche rivolte negli ultimi anni al quadro regolatorio europeo, spesso accusato da imprese e governi di essere troppo complesso, frammentato o difficile da applicare. Per Bruxelles, la semplificazione non dovrebbe significare un arretramento degli obiettivi politici dell’Unione, ma una revisione del modo in cui le regole vengono scritte, coordinate e fatte rispettare.
La Commissione chiama in causa anche Parlamento europeo e Consiglio, definiti partner essenziali per il raggiungimento degli obiettivi indicati nella comunicazione. L’invito rivolto ai colegislatori è di applicare in modo coerente i principi di “semplicità nella progettazione” e di migliore regolamentazione in tutte le fasi del processo legislativo, non solo nella fase iniziale di proposta affidata alla Commissione.
Nello specifico durante il 2026 e il 2027 la Commissione darà priorità alla revisione di 12 aree, tra cui la libera circolazione di beni e servizi, l’edilizia abitativa e le autorizzazioni. Il piano d’azione dovrebbe tradursi in misure legislative o di altro tipo per aumentare la coerenza e la semplicità delle norme europee. La “pulizia normativa profonda”, ha precisato Dombrovskis, si aggiungerà alle proposte di semplificazione già previste per quest’anno in settori come i prodotti energetici, la tassazione e i diritti dei cittadini.
Il primo asse del piano riguarda proprio la suddetta “semplicità fin dalla progettazione”. Le nuove proposte legislative dovranno essere formulate in modo da rendere più chiaro chi è chiamato ad agire, quali obblighi devono essere rispettati, in che modo le imprese e i cittadini possono conformarsi alle regole e quali sono le conseguenze in caso di mancato rispetto. L’obiettivo è evitare che la complessità emerga già nella fase iniziale di scrittura delle norme.
Dombrovskis ha definito questo principio come “semplicità per scelta”, spiegando che l’attività legislativa europea dovrà concentrarsi “sui settori in cui è realmente necessario intervenire e dove si può fare una reale differenza”. L’obiettivo indicato dal commissario è arrivare a “regole più snelle, chiare e facili da implementare, con scadenze di attuazione realistiche”, rendendo “assolutamente chiaro chi deve agire, come conformarsi e quali sono le conseguenze del mancato rispetto delle norme”.
Il secondo ambito riguarda il rafforzamento del quadro europeo per una migliore regolamentazione. La Commissione Ue sostiene che il sistema attuale sia già tra i più avanzati a livello internazionale, ma intende renderlo più trasparente, più efficiente e più aperto al contributo delle parti interessate. Questo significa rafforzare il coinvolgimento di imprese, cittadini, amministrazioni e società civile nella fase preparatoria delle nuove iniziative legislative.
La Commissione intende anche ottimizzare gli strumenti di consultazione per raccogliere punti di vista più ampi e contributi diversificati. Allo stesso tempo, Dombrovskis ha rivolto un messaggio diretto ai colegislatori: Parlamento europeo e Consiglio dovrebbero “rispettare i principi di una migliore regolamentazione” e valutare l’impatto delle modifiche legislative sostanziali introdotte durante il negoziato.
Un altro capitolo centrale è quello della “pulizia profonda” della normativa esistente. Bruxelles riconosce che l’Unione dispone ormai di un corpus legislativo molto ampio e articolato, nel quale possono emergere sovrapposizioni, incongruenze e disposizioni eccessivamente complesse. Per questo la Commissione prevede un piano d’azione dedicato a 12 aree prioritarie, con l’obiettivo di individuare e correggere le norme che creano oneri inutili o duplicazioni.
Il piano affronterà “il problema delle norme frammentate, delle incongruenze e delle disposizioni sovrapposte”, riducendo una complessità che, secondo Dombrovskis, “ha ostacolato la nostra competitività e la nostra innovazione per troppo tempo”. Per Bruxelles, “è ora di porre rimedio a questa situazione”.
Il piano punta anche a contrastare l’eccessiva burocrazia derivante dall’applicazione nazionale del diritto europeo. La Commissione europea intende aiutare gli Stati membri a individuare i casi in cui vengono introdotti requisiti più rigorosi o più estesi rispetto a quelli previsti dalla normativa Ue, con il rischio di creare ostacoli aggiuntivi al mercato unico. È il tema del cosiddetto gold-plating, cioè l’aggiunta di obblighi nazionali che vanno oltre quanto richiesto dal diritto europeo.
“L’eccessiva attenzione ai dettagli crea barriere, aumenta i costi e frammenta il mercato unico”, ha avvertito Dombrovskis. “Dobbiamo individuarlo e correggerlo. Perché non sempre di più significa meglio”. La Commissione lavorerà con gli Stati membri fornendo buone prassi e orientamenti per il recepimento e l’attuazione del diritto dell’Ue, ma allo stesso tempo intensificherà i controlli nei casi in cui il gold-plating risulti contrario al diritto europeo.
Il quinto asse riguarda l’applicazione delle norme. Bruxelles promette un’attuazione più rapida e più rigorosa del quadro normativo del mercato unico in alcuni settori selezionati, con particolare attenzione alla riduzione dei casi di infrazione di lunga durata. L’obiettivo è evitare che le regole europee restino disomogenee o inefficaci a causa di ritardi, interpretazioni divergenti o mancata applicazione da parte degli Stati membri.
In merito, Dombrovskis ha affermato che le norme Ue producono i benefici previsti per cittadini e imprese “solo quando gli Stati membri le attuano correttamente e nei tempi previsti”. La comunicazione, ha spiegato, introduce “un approccio rinnovato in materia di applicazione delle norme”, basato su “procedure più rapide, maggiore automatizzazione, sanzioni dissuasive più severe e un’attenzione particolare alla riduzione dei casi di lunga data in tutti i settori del diritto dell’Ue”.
La Commissione intende inoltre rafforzare in modo specifico l’applicazione delle norme del mercato unico, concentrandosi su 11 aree principali. “Risolvere questi problemi eliminerà gli ostacoli alla libera circolazione di beni e servizi e alla libertà di stabilimento delle imprese”, ha affermato Dombrovskis.
