Per l'obiettivo, in dotazione 100 miliardi di euro nel QFP 2028-2034. Le sfide principali: accesso all’abitazione e al lavoro, sostegno all'infanzia e inclusione per la disabilità.
Dalla lotta contro l’esclusione abitativa al rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità, passando per una riduzione della povertà infantile, la Commissione europea mette in campo un'ambizioso piano sociale che mira ad eliminare la povertà nel blocco entro il 2050. Presentato a Bruxelles, il pacchetto di misure comprende la prima strategia Ue contro la povertà, una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla lotta all’esclusione abitativa e 2 comunicazioni: una sulla rottura del ciclo della povertà infantile e una sul rafforzamento della strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030.
Nello specifico, il piano integra 3 priorità: posti di lavoro di qualità per tutti, accesso effettivo a servizi di qualità e azioni coordinate contro la povertà. La strategia elenca una serie di azioni chiave per raggiungere queste priorità. Per spezzare il ciclo della povertà a ogni età, l'esecutivo Ue consulterà, ad esempio, le parti sociali su un possibile nuovo strumento giuridico per l’integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro.
La strategia pensata da Bruxelles delinea anche le modalità per sostenere gli anziani attraverso pensioni adeguate, chiedendo inoltre una maggiore unità tra governi nazionali, regionali e locali con imprese e la società civile per combattere la povertà, anche attraverso la creazione di una coalizione contro la povertà entro la fine dell’anno e un nuovo dialogo strutturato per consultare le persone che vivono in povertà sulle politiche pertinenti.
La Commissione europea intende inoltre rafforzare la Garanzia europea per l’infanzia, il principale strumento dell’Ue a sostegno dei minori in condizioni di vulnerabilità, di fronte a una povertà infantile che resta strutturalmente elevata. La Garanzia europea per l’infanzia punta a garantire ai bambini bisognosi un accesso gratuito ed effettivo a servizi essenziali come l’educazione e la cura della prima infanzia, l’assistenza sanitaria e i pasti scolastici.
Con la nuova proposta, Bruxelles vuole intervenire non solo sull’accesso ai servizi, ma anche sulle condizioni delle famiglie, rafforzando il legame tra lotta alla povertà infantile, occupazione di qualità, servizi per l’infanzia e reti di protezione sociale. Si intende inoltre migliorare l’accesso dei minori vulnerabili a programmi di tutoraggio e al sostegno per la salute mentale.
Tra le novità annunciate figura anche un progetto pilota, da realizzare con gli Stati membri, per una Carta europea della Garanzia per l’infanzia, pensata per facilitare l’accesso ai servizi e rendere più coerente il sostegno ai bambini più fragili. La Commissione richiama inoltre la necessità di proteggere i minori dalle minacce online e offline, compresi sfruttamento e abusi.
Sul fronte abitativo, Bruxelles punta invece a contrastare l’esclusione abitativa e la condizione di senzatetto attraverso una proposta di raccomandazione del Consiglio fondata sulla prevenzione e su soluzioni di lungo periodo. La raccomandazione promuove un aumento dell’offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili e un approccio centrato sulla persona, con l’obiettivo di accompagnare chi si trova in condizioni di esclusione abitativa verso una sistemazione stabile. La proposta rientra tra i primi risultati attesi del Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, presentato dalla Commissione europea lo scorso dicembre per affrontare in modo più organico una crisi che coinvolge milioni di cittadini europei.
La Commissione Ue rilancia anche l’impegno sull’inclusione delle persone con disabilità, ricordando che in Europa vivono circa 90 milioni di persone con disabilità, oltre un cittadino su 5. Nonostante i progressi compiuti, restano divari profondi: solo il 55% delle persone con disabilità ha un lavoro, contro il 77% delle persone senza disabilità; 1,4 milioni vivono ancora in strutture residenziali; e una persona con disabilità su 3 è a rischio di povertà, quasi il doppio della media europea.
Tra le iniziative previste figurano l’introduzione a livello europeo della Carta europea della disabilità e della Tessera europea di parcheggio, il lancio di un’Alleanza per la vita indipendente per favorire il passaggio dalle strutture residenziali ai servizi di supporto basati sulla comunità, il miglioramento dell’accessibilità dei trasporti e maggiori investimenti nelle tecnologie assistive, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale.
