La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato i 3 pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e migrazione.
Articolo tratto da eunews.it
La Commissione europea ha illustrato ai rappresentanti degli Stati membri e del Mediterraneo meridionale una prima serie di iniziative chiave, sotto forma di un piano d'azione, per portare avanti l'attuazione del patto per il Mediterraneo. Il patto è stato elaborato attraverso un processo di consultazione ampio e inclusivo che ha coinvolto governi, società civile, giovani, settore privato e ricercatori di tutta l’area del Mediterraneo. Lo sforzo congiunto ha portato a oltre 100 iniziative che andranno direttamente a beneficio di cittadini e imprese.
Nella sala conferenze della Commissione Ue, la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato un primo programma di 21 azioni strategiche suddivise in 3 pilastri fondamentali: persone, economia, sicurezza e migrazione. “Ho già condiviso questo piano con gli Stati membri e i partner del Mediterraneo meridionale e lo hanno tutti accolto con entusiasmo”, ha dichiarato la commissaria, sottolineando come l’obiettivo finale sia la creazione di “uno spazio mediterraneo comune, uno spazio di pace, prosperità e stabilità“.
Per concretizzare questa visione di crescita condivisa, il primo pilastro pone al centro le persone come “forza trainante per il cambiamento e l’innovazione” perché “le persone vengono prima di tutto” - attraverso 8 azioni specifiche. Tra queste spiccano l’Iniziativa Universitaria Mediterranea, concepita per “approfondire la collaborazione accademica tra gli studenti di tutta la regione”, e l’istituzione di un’Assemblea parlamentare dei giovani, una piattaforma che “permetterà ai rappresentanti eletti europei e del Mediterraneo meridionale di contribuire direttamente alle politiche regionali”, spiega il comunicato stampa di presentazione del piano.
Il 2° pilastro mira invece a costruire “economie più forti, sostenibili e integrate“, poggiando su 4 azioni che guardano al futuro energetico e digitale della regione. Ne è un esempio l’Iniziativa Transmediterranea di cooperazione per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-Med) che, insieme alla sua piattaforma di investimento, punta ad “accelerare i progetti sulle reti elettriche mobilitando finanziamenti pubblici e privati e mitigando i rischi finanziari attraverso nuovi partenariati industriali”. Un’iniziativa di grande attualità che “ricopre un ruolo fondamentale vista l’attuale crisi energetica che stiamo attraversando”.
Parallelamente, il piano introduce un’offerta aziendale "tech" che mira a garantire un’interconnessione digitale sicura per tutta l’area. Questo sforzo si tradurrà nel “potenziamento della connettività regionale tramite nuovi cavi sottomarini e nel miglioramento delle capacità di telecomunicazione, promuovendo al contempo una cooperazione normativa stringente e scambi tecnici continui in materia di sicurezza informatica per rendere l’intera area mediterranea tecnologicamente resiliente e affidabile”, precisa il comunicato stampa.
Infine, il 3° pilastro affronta i temi della sicurezza, della preparazione alle emergenze e della gestione dei flussi migratori attraverso 9 azioni mirate. Sul fronte della risposta alle catastrofi, verrà istituito a Cipro un polo europeo antincendio, un centro regionale che per la prima volta estenderà il proprio supporto anche ai Paesi del Mediterraneo meridionale, mentre l’iniziativa "Med Op" sosterrà gli sforzi operativi contro la criminalità organizzata in sinergia con le agenzie di Giustizia e Affari Interni.
La strategia si completa con l’azione "Frontiere sicure", per “rafforzare la governance del settore della sicurezza e le capacità istituzionali di monitoraggio dei confini”. Per quanto riguarda la gestione della migrazione, la Commissione europea intende implementare l’approccio “dell’intero percorso“, cioè la gestione proattiva e globale che segue il migrante in ogni fase del suo spostamento, agendo direttamente sulle cause scatenanti nei Paesi di origine e combattendo con decisione il traffico di esseri umani. Obiettivo: “smantellare le reti criminali e aprire concretamente la strada a nuovi percorsi legali di ingresso”.
La seconda versione del piano d'azione è prevista per l'autunno 2026. Una pagina web interattiva consentirà ai portatori di interessi di individuare iniziative e progetti concreti, di esplorarli per paese e per settore e di seguirne i progressi, garantendo la trasparenza e l'impegno e mostrando nel contempo l'impatto tangibile del patto in tutta la regione.
