14/04/2026 - Von der Leyen festeggia la vittoria di Magyar: "L'Ungheria ha scelto l'Europa".

Contatti già avviati con le istituzioni Ue: "Lavoro urgente per riallinearsi all'Ue. Ripristinare lo Stato di diritto e riforme per sbloccare i fondi europei".
 
Dopo la vittoria del partito Tisza guidato da Péter Magyar alle elezioni ungheresi, che ha posto fine ai 16 anni di potere di Viktor Orbán, l'Ungheria torna a guardare verso Bruxelles. “L’Ungheria ha scelto l’Europa“; così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riassume così il voto che ha chiuso un’era, quella di Orbán a capo del governo ungherese. Il commento affidato ai canali social segna le speranza di un corso tutto nuovo anche nelle relazioni tra Bruxelles e Budapest. “L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria”, aggiunge von der Leyen.
 
Da Bruxelles si intende ripristinare sin da subito le relazioni con Budapest. La Commissione europea tiene congelati circa 17 miliardi di euro di fondi di coesione e di recupero Covid a causa di una serie di tensioni con Budapest sullo Stato di diritto, l'indipendenza giudiziaria, la libertà accademica, la legge sull'asilo e i diritti Lgbtq+. Allo stesso tempo, fino ad ora l'Ungheria è stata privata di 1 milione di euro di fondi Ue al giorno per essersi rifiutata di eliminare le sue restrizioni sulle procedure di asilo. Inoltre, Budapest sta attendendo il via libera della Commissione europea per il suo piano di difesa da 16 miliardi di euro nell'ambito del programma SAFE, sostenuto da prestiti.
 
Per Magyar, lo sblocco dei fondi europei è una priorità assoluta. Il primo ministro entrante ritiene che la super-maggioranza lo aiuterà a far passare le riforme e a soddisfare i criteri che la Commissione europea ha stabilito come precondizione per lo sblocco. Di conto, a Palazzo Berlaymont tutti si aspettano che il nuovo primo ministro elimini prontamente il controverso veto di Orbán sul prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, sblocchi il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia, e riattivi il dossier del processo di adesione all'Ue dell'Ucraina, a cui l'ex premier ungherese si è opposto con veemenza.
"Abbiamo discusso delle priorità immediate. C'è un lavoro urgente da svolgere per ripristinare, riallineare e riformare: ripristinare lo Stato di diritto, riallinearsi ai valori europei condivisi e riformare, per sbloccare le opportunità offerte dagli investimenti Ue", ha scritto su X von der Leyen.
 
Magyar ha voluto immediatamente lanciare un messaggio ai principali partner internazionali del Paese e in particolare all’Unione Europea, all'indomani della sua elezione. “L’Ungheria tornerà ad essere un alleato forte dell’Ue e della NATO, perchè il posto della nostra terra è stato, è e sarà in Europa”, ha dichiarato l’ex braccio destro di Orbán, per poi annunciare che le sue prime 2 visite istituzionali saranno in Polonia e a Bruxelles, con l’obiettivo di convincere l’Unione a iniziare a sbloccare i fondi destinati all’Ungheria e congelati a causa delle violazioni dello Stato di diritto compiute da Orbán.