03/04/2026 - Energia, Jorgensen: "La crisi sarà lunga, al vaglio il razionamento carburante".

Il commissario Ue in un'intervista al Financial Times: 'Shock duraturo, valutiamo ogni strada".
 
Il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, ribadisce che l’Ue si sta preparando a uno shock energetico duraturo  e sta valutando “tutte le possibilità”, comprese misure di razionamento dei carburanti e un nuovo rilascio di petrolio dalle riserve strategiche, confermando al Financial Times, quanto affermato lo scorso 31 marzo al termine del Consiglio Ue informale sull’Energia. Nell’intervista al quotidiano britannico, il commissario ha delineato gli effetti della crisi energetica innescata dal conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e che ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz.
 
Il commissario danese ha confermato che “questa sarà una crisi lunga” e “i prezzi dell’energia saranno più alti per moltissimo tempo”, e ha spiegato che il blocco comunitario non si trova “ancora” in una crisi di sicurezza degli approvvigionamenti, ma sta preparando piani per affrontare gli effetti “strutturali e duraturi” del conflitto.
Jørgensen ha aggiunto che la Commissione europea sta valutando anche “gli scenari peggiori”, pur non essendo ancora arrivata al punto di dover imporre il razionamento di prodotti critici come il carburante per l’aviazione e il gasolio: “Meglio essere preparati che dovercene pentire”. Il commissario ha inoltre affermato che l’Ue non ha ancora modificato le regole vigenti, ma “stiamo guardando a tutte le possibilità” e “più la situazione diventa grave, più dovremo guardare anche agli strumenti legislativi”, ma anche un nuovo ricorso alle riserve strategiche “se la situazione dovesse peggiorare”. Tuttavia, per Jørgensen ogni decisione dovrà essere presa “nel momento esatto giusto” e in modo proporzionato.
 
Entrata ormai nel suo 2° mese il conflitto nella regione del Golfo sta avendo effetti che vanno ben oltre la sola crisi di prodotti energetici. Il conflitto ha infatti creato un collo di bottiglia, interrompendo una parte dell’approvvigionamento di petrolio e gas a livello globale a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz da cui in tempo di pace transita circa il 20% delle forniture petrolifere e una percentuale analoga di gas naturale liquefatto (GNL) con il secondo esportatore al mondo, il Qatar, costretto a chiudere i suoi terminal.