27/03/2026 - La Commissione europea lancia AGILE, programma da 115 milioni per accelerare l'innovazione militare.

Valido per il 2027, la proposta di regolamento prevede finanziamenti mirati al 100% per pochi progetti innovativi.
 
La Commissione europea cerca di accelerare ulteriormente sull’innovazione militare, riducendo in particolare i tempi che separano ricerca, sperimentazione e impiego operativo. Per raggiungere questo obiettivo, Bruxelles ha lanciato AGILE, un nuovo strumento di finanziamento da 115 milioni di euro pensato per portare “a velocità record” le tecnologie di difesa dirompenti dal laboratorio al campo.
 
Come indicato in conferenza stampa dalla vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, e dal commissario alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, i conflitti contemporanei premiano chi riesce a sviluppare, testare e dispiegare nuove soluzioni in settimane o mesi, non più in anni. “Quello a cui stiamo assistendo è che le guerre e i campi di battaglia stanno cambiando in modo molto drammatico, e i militari hanno bisogno di nuove tecnologie, consegne rapide e prezzi molto competitivi”. Per questo, ha aggiunto, “la trasformazione dell’industria della difesa è la nostra priorità strategica”.
 
Secondo la Commissione Ue, AGILE nasce proprio per dare una risposta a questa esigenza, sostenendo lo sviluppo, i test e l’ingresso sul mercato di innovazioni come intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e droni. Il programma è costruito per i nuovi attori della difesa europea, cioè quelle imprese innovative che si muovono con velocità molto superiore rispetto ai tradizionali grandi gruppi del settore.
 
L’attuale assetto del comparto della difesa europeo è caratterizzato da molti limiti, come sottolineato dal commissario Kubilius, secondo cui “oggi circa il 70-80% degli appalti della difesa nei Paesi dell’Unione europea, in particolare nei grandi "spenders", è diretto principalmente ai primi 10 maggiori contractor, grandi aziende consolidate”. Una situazione che, ha sottolineato, “contrasta molto con gli Stati Uniti, dove meno del 40% è diretto ai primi 10”.
Secondo il commissario l’industria tradizionale produce spesso sistemi sofisticati ma lenti e costosi. Kubilius ha definito questo modello come una produzione allo stato dell’arte della difesa: eccellenza tecnologica, tempi lunghi, costi elevati e numeri ridotti. Il problema, secondo il commissario Ue, è che l’Unione Europea dispone già di strumenti adatti a sostenere questa impostazione, ma molto meno efficaci quando si tratta di accompagnare innovazioni rapide, scalabili.
 
Su questo punto, il nuovo strumento AGILE punta a un tempo di concessione dei fondi di appena 4 mesi e a una tempistica per l’arrivo delle tecnologie alle forze armate compresa, secondo il testo dell'esecutivo Ue, tra 1 e 3 anni. Kubilius ha rivendicato apertamente la rottura con i tempi normali della macchina europea: “La Commissione assegnerà sovvenzioni da 1 a 5 milioni di euro alle Pmi europee entro un periodo di 4 mesi”. E ha aggiunto: “Questa è una velocità incredibile per la burocrazia e il processo decisionale dell’Unione europea”.
Il programma dovrebbe sostenere tra 20 e 30 progetti, coprendo fino al 100% dei costi ammissibili. Comprenderà anche una clausola retroattiva che consentirà alle aziende di recuperare spese sostenute fino a tre mesi prima della chiusura del bando, nel tentativo di adattare il sostegno pubblico ai ritmi delle imprese innovative. Anche da questo punto di vista Kubilius ha chiarito la filosofia del nuovo strumento: servono “più Pmi e startup innovative, sia nel settore della difesa sia in quello civile” e servono “soluzioni più dirompenti e a basso costo per le nostre forze armate”.
 
La Commissione europea presenterà ora una proposta di regolamento al Parlamento europeo e al Consiglio nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. Lo strumento dovrebbe entrare in funzione dall’inizio del 2027. Kubilius ha riconosciuto che le risorse restano per ora limitate: i 115 milioni disponibili per il 2027, ha spiegato, sono tutto ciò che Bruxelles riesce a reperire nei bilanci attuali del Fondo europeo per la difesa e del programma spaziale fino al 2028. Ma l’ambizione è usare AGILE come banco di prova politico e industriale in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale. L’obiettivo, nelle parole del commissario, è farne “un nuovo simbolo della difesa europea”.