Il commissario Ue per l'Energia, Dan Jørgensen, scrive alle capitali: "Valutare l'opportunità di ridurre l'obiettivo di riempimento all'80%".
La Commissione europea ha invitato gli Stati membri a muoversi subito e in modo coordinato per preparare il prossimo inverno, nel timore che la volatilità dei mercati energetici innescata dal conflitto in Medio Oriente possa complicare il riempimento degli stoccaggi di gas in vista della stagione di riscaldamento. In una nota, Bruxelles pur sottolineando che la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione resta protetta, chiede alle capitali di non aspettare e di avviare quanto prima la stagione delle iniezioni, così da distribuire gli acquisti su un periodo più lungo e ridurre il rischio di nuove tensioni sui prezzi.
In una comunicazione indirizzata ai 27 Stati membri dell'Ue, il commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, evidenzia che l’Unione Europea si trova oggi in una posizione più solida rispetto al 2022, grazie alle scelte politiche comuni adottate negli ultimi anni, agli sforzi coordinati di diversificazione delle forniture e all’accelerazione delle fonti energetiche prodotte in Europa.
“Siamo molto meglio preparati rispetto al 2022 grazie a scelte politiche collettive, agli sforzi coordinati di diversificazione e alla più rapida diffusione dell’energia prodotta in casa”, afferma il commissario, avvertendo però che “la nostra esposizione alla volatilità dei mercati globali è evidente” e che per questo occorre agire già ora sulla preparazione al prossimo inverno “in modo coordinato”.
Secondo Bruxelles, la situazione rimane per il momento sotto controllo anche perché la dipendenza europea dalle importazioni provenienti dalla regione coinvolta nel conflitto è limitata e perché diversi carichi di GNL hanno attraversato lo Stretto di Hormuz prima dello scoppio della crisi. Tuttavia, l'esecutivo Ue ritiene che questo margine di sicurezza non debba tradursi in inerzia. Al contrario, l’esecutivo europeo insiste sulla necessità di pianificare per tempo il riempimento degli stoccaggi, adattandosi alle condizioni di mercato e utilizzando le flessibilità già previste dal quadro normativo europeo.
Il commissario danese ha ricordato che l’Ue ha introdotto, a luglio 2025, maggiori flessibilità per gli Stati membri nel raggiungimento dei loro obiettivi di riempimento degli stoccaggi, così da poter reagire rapidamente alle mutevoli condizioni di mercato. In particolare, la scadenza per raggiungere l’obiettivo di riempimento del 90% è stata spostata dal 1 novembre al 1 dicembre, e alle capitali è permesso discostarsi dall’obiettivo di riempimento dei serbatoi di gas in caso di condizioni di mercato difficili o di vincoli tecnici. La Commissione Ue stessa ha la possibilità di ridurre ulteriormente l’obiettivo, qualora persistano condizioni di mercato sfavorevoli.
Jørgensen ha spiegato che “avviare le iniezioni negli stoccaggi il prima possibile consentirebbe di beneficiare di un periodo di iniezione più lungo e di adattarsi alle circostanze di mercato per mitigare la pressione sui prezzi ed evitare la corsa di fine estate”. E, di fronte alla crisi in Medio Oriente, ha invitato i ministri dell’Energia ad “avvalersi delle flessibilità e a valutare l’opportunità di ridurre l’obiettivo di riempimento all’80% il prima possibile nel corso della stagione di riempimento, al fine di garantire certezza e rassicurazione agli operatori del mercato”.
