Jørgensen: "Pronti ad adottare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri“, afferma al Consiglio Energia.
La situazione sul mercato energetico a causa del blocco prolungato dello Stretto di Hormuz potrebbe “aggravarsi ulteriormente” e l’Unione europea deve essere pronta “ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri”. È quanto affermato dal commissario europeo all’Energia, Dan Jørgensen, parlando ai giornalisti arrivando alla riunione del Consiglio Ue sull’energia.
Jørgensen sottolinea che l’Ue è oggi “in una situazione molto migliore rispetto al 2022” che è “il risultato delle diverse riforme che attuate, imparando dalla crisi scaturita dall’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. “Abbiamo più energie rinnovabili nel nostro sistema, abbiamo diversificato il nostro approvvigionamento in generale, nel nostro sistema energetico, ci sono meno ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell’elettricità”, elenca.
“Non abbiamo un problema di approvvigionamenti, abbiamo un problema di prezzi”, ha dichiarato, “siamo ovviamente colpiti dall’alto costo del petrolio e del gas sul mercato globale”. Le parole di Jørgensen giungono dopo che la scorsa settimana la Commissione europea ha tentato di fornire rassicurazioni circa la disponibilità degli approvvigionamenti.
Jorgensen ha poi nuovamente sottolineato il "no" categorico di Bruxelles ad una eventuale ripresa delle forniture dalla Russia, dopo che la scorsa settimana gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni sul petrolio russo nel tentativo di contenere l’impennata dei prezzi dell’energia a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. “In Europa non possiamo aiutare a finanziare direttamente la brutale e illegale guerra russa, siamo stati dipendenti dal petrolio russo per troppo a lungo, rendendo possibile a Putin di ricattarci con l’energia, di trasformarla in un’arma contro di noi”, ha affermato. Secondo il commissario, “sarebbe un errore ripetere quello che abbiamo fatto in passato”; dunque, l’Ue mantiene la linea delle sanzioni e del divieto che intende imporre sul petrolio di Mosca.
