"Il nostro interesse è mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Discuteremo con gli Stati membri se sia possibile cambiare il mandato di questa missione", ha dichiarato Kallas al Consiglio Affari Esteri.
Coinvolgere le Nazioni Unite per avviare nello Stretto di Hormuz una iniziativa diplomatica simile a quella per l’esportazione del grano tramite il Mar Nero del 2022, estendere l’operazione Aspides, ma anche formare una “coalizione dei volenterosi”. Sono queste le opzioni indicate dall’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell'Ue, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles, per tentare di riaprire lo Stretto di Hormuz bloccato dall’Iran in risposta agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele.
“Abbiamo diverse missioni nella regione del Medio Oriente, ed è bene che con gli Stati membri discutiamo come cambiare il mandato della missione Aspides”, ha affermato Kallas parlando ai giornalisti. “Se vogliamo la sicurezza in questa regione la cosa più semplice sarebbe usare operazioni che abbiamo e cambiarle”, ha notato, facendo riferimento all’operazione EUNAVFOR Aspides lanciata nel febbraio 2024 per proteggere le navi portacontainer e le petroliere dagli attacchi delle milizie filo-iraniane Houthi nel Mar Rosso.
Kallas ha inoltre accennato all’eventuale coalizione di volenterosi tra Paesi, in un riferimento alle richieste del presidente statunitense, “ma per ora è un’opzione e dobbiamo guardare alla soluzione più semplice e veloce”. Tra le ipotesi al vaglio quella di replicare una iniziativa simile a quella lanciata nel 2022 grazie a un accordo tra Ucraina e Russia mediato da Turchia e Nazioni Unite per consentire l’esportazione di grano, cibo e fertilizzanti.
L'Alta rappresentante dell'Ue ha osservato di aver parlato in merito a questa possibilità con il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres per sbloccare le forniture di petrolio e gas dallo Stretto di Hormuz. “Lo stop alle forniture è pericoloso, perché l’85% dell’export è diretto verso l’Asia”, ha aggiunto Kallas, esprimendo preoccupazione anche per l’impatto dello stop ai traffici anche per le forniture di fertilizzante. “Una carenza di fertilizzanti provocherebbe una deprivazione di cibo”, ha detto ancora.
Le proposte indicate dall’ex premier estone giungono, mentre il degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto la formazione di una coalizione navale per schierare navi da guerra al fine di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, senza però raccogliere, al momento alcuna reale adesione.
Da parte sua, l’Italia sostiene la prevalenza di una linea diplomatica. Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del Consiglio affari esteri, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha osservato che su Hormuz “debba prevalere la linea della diplomazia, uno sforzo diplomatico aggiuntivo per garantire la libertà di navigazione”, che interessa tutto il mondo Cina compresa.
