In un rapporto adottato alla plenaria di Strasburgo, gli eurodeputati sostengono l’Allargamento come risposta strategica all’evoluzione della realtà geopolitica e come investimento nella sicurezza e nella stabilità dell’'Ue.
Articolo tratto da focuseurope.it
L’allargamento è una “risposta diretta” al nuovo contesto geopolitico. E’ questo il messaggio della relazione approvata mercoledì 11 marzo dal Parlamento europeo che definisce l’ingresso di nuovi membri non solo come un obiettivo politico, ma come una risposta diretta al nuovo contesto geopolitico e un investimento essenziale per la sicurezza e la stabilità dell’Unione. Nel testo, gli eurodeputati sostengono che il prezzo del mancato allargamento sarebbe superiore a quello dell’adesione di nuovi Paesi, perché il vuoto lasciato ai confini dell’Unione rischierebbe di tradursi nella formazione di “zone grigie” esposte a influenze straniere ostili.
Secondo il relatore, l’eurodeputato di Renew Europe Petras Auštrevičius, “con ogni nuovo membro, il potere politico ed economico dell’Europa è cresciuto”, contribuendo a “garantire prosperità e sicurezza ai suoi cittadini”. Per questo, osserva, “alla luce delle sfide odierne, dobbiamo migliorare il modello di integrazione dell’Ue” così da rispecchiare meglio “gli interessi dell’Unione e le aspettative dei paesi candidati”. Nella stessa direzione, il relatore sottolinea che “l’allargamento dell’Ue deve andare di pari passo con riforme interne” necessarie a “salvaguardare il funzionamento dell’Ue” e a “migliorare i processi decisionali, incluso un maggiore ricorso al voto a maggioranza qualificata”.
Nel merito, il Parlamento guarda con particolare attenzione ai Balcani occidentali e ai Paesi dell’Est europeo coinvolti nel processo di adesione. La relazione rileva che Montenegro e Albania hanno già indicato obiettivi ambiziosi per la conclusione dei negoziati di adesione, rispettivamente entro la fine del 2026 e del 2027. Gli eurodeputati chiedono quindi che l’Unione sostenga questo slancio quando accompagnato da riforme concrete e invitano il Consiglio a rimuovere eventuali ostacoli interni al percorso europeo dei 2 Paesi. Allo stesso tempo, chiedono una rapida apertura dei cluster negoziali con Ucraina e Moldavia.
Il Parlamento ribadisce però che l’adesione all’Ue deve restare un processo rigorosamente basato sul merito e reversibile. I deputati insistono sul fatto che nessun Paese candidato debba essere trattato come parte di un pacchetto e che non possano esserci scorciatoie sul rispetto dei valori e dei principi fondamentali dell’Unione. Stato di diritto, riforme democratiche, libertà dei media, tutela delle minoranze, indipendenza della magistratura e lotta alla corruzione devono quindi restare al centro del processo di allargamento, insieme a un sostegno costante alla società civile.
Nel documento si chiede inoltre che il prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue preveda finanziamenti preadesione adeguati, insieme a una cooperazione più profonda in materia di infrastrutture, sicurezza, resilienza e contrasto alla manipolazione straniera delle informazioni. La relazione è stata approvata con 385 voti favorevoli, 147 contrari e 98 astensioni.
