11/03/2026 - Von der Leyen: "10 giorni di guerra sono costati all'Ue 3 miliardi per l'energia.

La presidente della Commissione ha chiuso all'ipotesi di un ritorno al gas russo e ha insistito sull'urgenza della transizione energetica verso rinnovabili e nucleare.
 
La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha partecipato all'ultima sessione del Parlamento europeo a Strasburgo, per dare conto delle discussioni in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo. Una parte del suo intervento in Aula era rivolta a valutare l'impatto della situazione in Medio Oriente e in Iran sull'energia. Secondo la leader dell’esecutivo comunitario, l’escalation delle tensioni sta già avendo un impatto diretto sui prezzi energetici. "Dall’inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%”, ha spiegato. Tradotto in termini economici, significa che “10 giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro aggiuntivi per le importazioni di combustibili fossili".
 
L'evidenza, per von der Leyen, è che l’Europa resti esposta alle crisi internazionali finché continuerà a dipendere dalle importazioni di energia. "Indipendentemente dalle misure che adottiamo, finché importeremo una quota significativa di combustibili fossili da regioni instabili resteremo vulnerabili e dipendenti. Questa energia ha sempre un costo: è il prezzo della nostra dipendenza", ha affermato. La presidente della Commissione Ue ha ricordato che le perturbazioni nel Golfo si ripercuotono rapidamente sui mercati energetici globali. "Stiamo già assistendo a picchi di prezzo", ha spiegato, sottolineando come i ministri dell’Energia del G7 e i leader del gruppo abbiano già avviato un coordinamento per monitorare la situazione.
 
Nel suo intervento, von der Leyen ha però respinto le pressioni di chi chiede un ritorno ai combustibili fossili russi o un rallentamento della transizione energetica. "Alcuni sostengono che dovremmo abbandonare la nostra strategia di lungo periodo e tornare al gas russo. Sarebbe un errore strategico: ci renderebbe più dipendenti, più vulnerabili e più deboli”, ha detto. La strada, secondo Bruxelles, resta quella della diversificazione delle fonti e dell’accelerazione sulle energie pulite.
 
Accanto alla strategia di lungo periodo, però, l’Unione Europea studia anche misure immediate per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. Bruxelles sta lavorando a diverse opzioni per intervenire sul funzionamento del mercato elettrico, soprattutto per limitare l’effetto del gas sul prezzo finale dell’elettricità; tra le soluzioni allo studio ci sono un maggiore utilizzo dei contratti di lungo periodo per l’energia (Power Purchase Agreements), i contratti per differenza, nuove misure sugli aiuti di Stato e anche la possibilità di introdurre sussidi o un tetto al prezzo del gas.
Von der Leyen ha infine ricordato che il costo dell’energia rappresenta oltre la metà della bolletta elettrica europea (circa il 56%), mentre il resto è composto da oneri di rete (18%), imposte e prelievi nazionali (15%) e costi legati alle emissioni di CO2(circa l’11%).