09/03/2026 - Medio Oriente, Dombrovskis: "Con conflitto prolungato rischio stagflazione".

Il commissario per l'Economia ammette che il protrarsi della guerra può assestare un duro colpo all'economia globale ed europea, con alta inflazione e crescita ferma.
 
Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi o estendersi potrà portare a "uno shock stagflazionistico sostanziale" per l'economia europea. Lo ha detto il commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis, prima dell'inizio dei lavori dell'Eurogruppo. Tutto dipenderà "dalla durata e dall'ampiezza regionale del conflitto".
“Siamo in modalità di gestione della crisi“, ammette anche il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis. “La politica energetica deve rimanere alta in agenda”, visto e considerato che “gli effetti energetici della guerra sono ben visibili”. Di fronte ad una situazione improvvisamente estremamente delicata resta comunque fondamentale “coordinamento”, che Pierrakakis invoca a gran voce.
 
Il principale canale di trasmissione della crisi, ha spiegato Dombrovskis, è quello energetico, attraverso eventuali interruzioni delle forniture e l'aumento dei prezzi. "In uno scenario più favorevole, se il conflitto restasse contenuto entro un paio di settimane, ci si può aspettare che non abbia effetti rilevanti sull'economia globale ed europea", ha osservato. Al contrario, se la guerra diventasse più prolungata e coinvolgesse le rotte commerciali ed energetiche della regione, ad esempio con interruzioni delle spedizioni nello Stretto di Hormuz o attacchi alle infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, potrebbe determinare un aumento dei prezzi dell'energia con effetti a catena sull'inflazione, sulla fiducia e sulle catene di approvvigionamento, oltre a condizioni di finanziamento più restrittive.