09/03/2026 - Von der Leyen: "Il vecchio ordine mondiale non tornerà".

La presidente della Commissione agli ambasciatori Ue: "Non possiamo più custodirlo. Sicurezza e commercio sono la priorità".
 
"L’Europa non può più essere custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà”. È questo l’avvertimento lanciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un lungo discorso pronunciato alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue a Bruxelles, incentrato sulla necessità di adattare la politica estera europea a un contesto internazionale radicalmente cambiato. "Difenderemo sempre e sosterremo il sistema basato sulle regole che abbiamo contribuito a costruire con i nostri alleati, ma non possiamo più fare affidamento su di esso come unico modo per difendere i nostri interessi", ha aggiunto.
 
Sono 3 le priorità individuate da von der Leyen: la nuova Strategia della Sicurezza europea, i rapporti commerciali con i Paesi terzi, una diplomazia che porti risultati agli europei. All’incontro, che si articolerà in 5 giornate, mancano i rappresentanti europei nei Paesi del Golfo e del Medio Oriente, che non hanno potuto viaggiare per essere presenti alla conferenza a Bruxelles. Dai vertici delle istituzioni europee hanno invece partecipato l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
 
E' stata proprio Kallas ad aprire i lavori della conferenza, che riunisce oltre 145 delegazioni europee nel mondo. L’Alta rappresentante ha sottolineato il valore della rete diplomatica europea, ricordando come gli ambasciatori siano una componente centrale della presenza dell’Unione sulla scena internazionale: “Questa conferenza è di grande importanza, perché voi rappresentate l’Europa nel mondo, ma anche ciò che l’Europa può essere domani. E in un momento in cui la crescita del potere geopolitico dell’Europa non è mai stata così importante come lo è adesso, siete davvero la nostra risorsa più grande”.
 
Prima di partire per la sessione plenaria di Strasburgo, Metsola ha voluto ringraziare i presenti e richiamare l’attenzione sulla fase delicata che l’Unione europea sta attraversando. “Non dobbiamo sottovalutare la gravità della situazione, quanto saranno cruciali i nostri prossimi passi o quale ruolo dovrà svolgere l’Europa”. L’Unione europea “non può farsi trovare impreparata”. Nel nuovo contesto geopolitico, ha aggiunto, anche il processo decisionale europeo deve adattarsi a una realtà internazionale sempre più rapida e instabile: “In questo nuovo mondo non possiamo più permetterci il lusso del tempo per prendere decisioni nel modo in cui le abbiamo sempre prese e aspettarci che il mondo capisca; dobbiamo cominciare a vedere il mondo così com’è, non come vorremmo che fosse”. Da qui l’invito a rafforzare la capacità di reazione dell’Europa, prendendo “decisioni più velocemente” quando le circostanze lo richiedono e assumendo “azioni decisive” laddove la situazione lo renda necessario.
 
A chiudere gli interventi istituzionali è stata von der Leyen, che ha ribadito come il contesto internazionale stia attraversando una fase di cambiamento profondo. Von der Leyen ha invitato l’Europa a prendere pienamente atto del nuovo scenario globale: “L’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà”. Pur continuando a sostenere il sistema internazionale basato sulle regole, ha spiegato, l’Unione dovrà “costruire il proprio percorso e trovare nuove modalità di cooperazione con i partner”. In questo quadro diventa quindi necessario interrogarsi anche sugli strumenti della politica estera europea: “Dobbiamo chiederci se le nostre istituzioni e i nostri processi decisionali, pensati per un mondo di stabilità e multilateralismo, tengano il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda“, ha affermato, sottolineando la necessità di capire se il sistema costruito finora, “con tutti i suoi tentativi benintenzionati di consenso e compromesso”, sia oggi “più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico".