Il dato è cresciuto in tutti gli Stati membri durante lo scorso anno: l'Irlanda guida con +12,3%.
Nel 4° trimestre del 2025, rispetto al trimestre precedente, il Pil destagionalizzato e' aumentato dello 0,2% sia in Eurozona che nell'Unione Europea, secondo la stima dell'ufficio statistico Eurostat. Nel 3° trimestre del 2025, rispetto al trimestre precedente, il Pil e' aumentato dello 0,3% nella zona euro e dello 0,4% nell'Ue. Nel 2025, il Pil e' aumentato dell'1,4% nell'Eurozona, dopo essere cresciuto dello 0,9% nel 2024, mentre il Pil globale dei 27 e' aumentato dell'1,5%, dopo un aumento dell'1,1% nell'anno precedente.
Le crescite più elevate sono state registrate in Irlanda, con il +12,3%, seguita da Malta (+4,0%) e Cipro (+3,8%). Gli incrementi più contenuti sono stati invece osservati in Germania e Finlandia, entrambe con +0,2%, in Ungheria con +0,4% e in Italia, dove la crescita si è fermata allo +0,5% nel confronto con il 2024.
Da ottobre a dicembre del 2025, su base congiunturale, Malta ha registrato l’aumento più marcato del PIL con il +2,1%, seguita da Lituania (+1,7%) e da Croazia e Cipro, entrambe con +1,4%. Alcuni Paesi hanno invece registrato una contrazione: Irlanda -3,8%, Romania -1,9%, Estonia e Lussemburgo -0,1%. L’Italia ha segnato un aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.
Per quanto riguarda le componenti della crescita nell’ultimo trimestre del 2025, la spesa per consumi finali delle famiglie è aumentata dello 0,4% nell’area euro e dello 0,5% nell’Ue, mentre la spesa pubblica è aumentata rispettivamente dello 0,5% e dello 0,7%. Gli investimenti fissi lordi hanno registrato un incremento dello 0,6% in entrambe le aree. Al contrario, le esportazioni sono diminuite dello 0,4% nell’area euro e dello 0,3% nell’Ue, mentre le importazioni sono calate dello 0,2% nell’area euro e sono rimaste stabili nell’Unione. In termini di contributo alla crescita del PIL, i consumi delle famiglie hanno fornito un apporto positivo di 0,2 punti percentuali nell’area euro e di 0,3 punti percentuali nell’Ue. Anche la spesa pubblica e gli investimenti hanno contribuito positivamente, mentre le variazioni delle scorte e il saldo tra esportazioni e importazioni hanno inciso negativamente.
