06/03/2026 - Bruxelles presenta la strategia per la parità di genere 2026-2030.

La Commissione europea lancia un piano d’azione per accelerare l’uguaglianza di genere, contrastare la violenza e favorire la partecipazione di donne e uomini in tutti i settori della società.
 
La Vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Roxana Mînzatu, e la Commissaria europea per la parità, Hadja Lahbib, hanno presentato la nuova Strategia per la Parità di Genere per il quinquennio 2026-2030. Il provvedimento dell’esecutivo di Bruxelles mira ad affrontare il tema dell’uguaglianza di genere “in ogni aspetto della vita” e a gestire con più efficacia la violenza contro le donne, con particolare attenzione “alle minacce moderne come la cyberviolenza e rischi legati all’AI”. 
 
Si legge nel report che una donna su 3 nell’Ue ha subito violenza di genere nel corso della propria vita e una donna su 5 nell’Ue ha subito violenza fisica o sessuale da parte del proprio partner o ex partner, di un parente o di un altro membro della propria famiglia. Anche i femminicidi sono estremamente alti con 18 donne assassinate a settimana nell’Ue. Con la rivoluzione digitale si è aggiunto anche un ulteriore spazio di violenza, quello online, attraverso il quale possono essere diffuse immagini intime non consensuali. Sempre secondo quanto riportato all’interno della Strategia “il 98% di tutti i deepfake su Internet sono di natura pornografica e che il 99% di questi ritrae donne”.
 
La Strategia presentata è l’ultima di un lungo percorso iniziato nel 2001, che ha visto ogni 5 anni l'esecutivo Ue proporre approccio sempre più deciso nella lotta alle disuguaglianze di genere. La Strategia si articola in 30 misure concrete per superare le disuguaglianze; le 4 principali aree di intervento riguardano: lotta alla violenza di genere - sia offline che online, salute e benessere psico-fisico, riduzione del gap nel mercato del lavoro e nella politica e garanzie per un’istruzione e formazione di alto livello anche negli ambiti STEM, dove ancora oggi le donne scarseggiano.
 
Bruxelles intende sostenere gli Stati membri nell’attuazione della Direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica approvata a maggio del 2024, ampliando gli strumenti di contrasto anche al contesto online. “Gli strumenti che utilizziamo offline devono funzionare anche nel mondo digitale”, ha spiegato Mînzatu. Lahbib ha ribadito che l’obiettivo politico della Commissione Ue è “fare in modo che no significhi no ovunque in Europa”, un principio che negli ultimi anni è entrato al centro del dibattito legislativo anche in Italia sul tema del consenso.
 
La seconda area riguarda salute e benessere psico-fisico. La Commissione lancerà una nuova iniziativa con la World Health Organization per migliorare l’attuazione degli standard sanitari dedicati alle donne. Un terzo pilastro riguarda l’empowerment socio-economico e la riduzione del divario nel mercato del lavoro. Per Bruxelles la parità di genere è anche una questione economica: il gap occupazionale tra uomini e donne costa all’Unione oltre 390 miliardi di euro ogni anno.
Allo stesso tempo la Vicepresidente Mînzatu ha ricordato l’impegno nel rafforzare gli strumenti finanziari europei già esistenti, a partire dal European Social Fund Plus, che continuerà a sostenere progetti per l’uguaglianza di genere. A maggio l’esecutivo presenterà inoltre la prima strategia europea contro la povertà, con particolare attenzione al fatto che la povertà colpisce in modo sproporzionato le donne.
 
Infine, la strategia punta a ridurre il divario nella rappresentanza politica e nell’istruzione, soprattutto nei settori scientifici e tecnologici. Bruxelles spinge per accelerare il cambiamento anche attraverso l’istruzione, sostenendo iniziative per rafforzare la presenza femminile nelle discipline STEM e puntando a creare le condizioni perché sempre più ragazze possano intraprendere carriere scientifiche e tecnologiche.
Anche nella politica il divario è evidente. Nonostante sia stato ricordato come ci siano delle donne alla guida di istituzioni chiave come la Commissione europea e la Banca centrale europea, solo 1/3 dei parlamentari nazionali e dei ministri con portafoglio nell’Ue sono donne e, per la prima volta dopo molto tempo, la rappresentanza femminile nel Parlamento europeo scende - assestandosi a meno del 40%.
 
Tuttavia, l’obiettivo, nelle parole della Commissione Ue, è chiaro: costruire “un mondo in cui ragazze e ragazzi, donne e uomini possano godere degli stessi diritti e delle stesse opportunità”. “Mentre altri tornano indietro, l’Europa avanza, proteggendo i diritti conquistati, rilanciando i progressi e affrontando le resistenze con coraggio e chiarezza”, ha concluso Lahbib.