La numero 1 della BCE rivendica in audizione alla commissione Econ dell'Europarlamento il lavoro svolto per ridurre il livello dei prezzi legati allo scoppio della guerra in Ucraina.
"Prevediamo che l'inflazione si stabilizzerà al nostro obiettivo del 2% nel medio termine. Abbiamo quindi deciso di mantenere invariati i 3 tassi di interesse di riferimento della BCE nella riunione di politica monetaria tenutasi all'inizio di questo mese." A riferirlo è la presidente della BCE, Christine Lagarde, nell'audizione alla commissione Econ dell'Eurocamera. "Possiamo constatare che i nostri sforzi per ridurre l'inflazione sono stati efficaci. L'inflazione è diminuita notevolmente dal picco del 10,6% registrato nell'ottobre 2022", ha aggiunto.
Guardando al futuro, Lagarde ammette comunque che permangono fattori di rischio al ribasso per la crescita e al rialzo per i prezzi al consumo e alla produzione. Ci sono le incertezze legate alle tensioni geopolitiche e quelle commerciali, ma soprattutto si guarda con una certe preoccupazione alle percezioni di famiglie, imprese e consumatori. “Anche se l’inflazione è diminuita molti cittadini percepiscono ancora i prezzi in aumento“, e questo divario tra inflazione misurata e percepita “ha implicazioni per le decisioni economiche e per la fiducia nelle istituzioni”, avverte.
C’è sullo sfondo il rischio che si tenda a risparmiare, soffocando consumi e togliendo dalla circolazione capitali utili a investimenti, utili per la competitività dell’Ue e della sua Eurozona. Da qui l’invito di Lagarde alla politica, vale a dire istituzioni europee e governi nazionali: spiegare meglio cosa si fa, perché “la comunicazione efficace è essenziale”. E poi, “l’Europa dovrebbe investire nell’educazione finanziaria per aumentare i livelli di alfabetizzazione“, dando quini seguito all’iniziativa lanciata nello specifico libro blu messo a punto dalla Commissione europea.
