Un’iniziativa faro dello Scudo europeo per la democrazia nata rafforzare la resilienza democratica, proteggere l'integrità del dibattito pubblico e rafforzare la fiducia nei sistemi democratici europei.
Nel pieno di una fase segnata da interferenze straniere, campagne di disinformazione e crescente sfiducia verso le istituzioni, l’Unione europea prova a strutturare una risposta coordinata. All'ultimo Consiglio Affari generali di Bruxelles, i ministri dei 27 hanno segnato l’avvio operativo del Centro europeo per la resilienza democratica, iniziativa chiave dello “Scudo europeo per la democrazia” con cui la Commissione europea punta a rafforzare la capacità dell’Ue di prevenire e contrastare le minacce che colpiscono il dibattito pubblico e i processi elettorali negli Stati membri.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivendicato la portata politica dell’iniziativa sottolineato che l’Ue sta passando all’azione, “in un mondo in cui l’informazione è sempre più strumentalizzata per minare le nostre democrazie”. Secondo von der Leyen, con il Centro europeo per la resilienza democratica, l’Ue sarà in grado di rafforzare la propria capacità collettiva di “contrastare la manipolazione e l’ingerenza informativa straniera e la disinformazione”. Questo, ha aggiunto, “rafforzerà la nostra resilienza, garantirà che il dibattito pubblico europeo resti aperto ed equo e metterà i cittadini nelle condizioni di partecipare alla vita democratica”.
Uno dei compiti centrali del nuovo Centro sarà evitare la frammentazione degli sforzi esistenti, collegando reti e strutture già operative nella prevenzione, individuazione e analisi delle minacce nello spazio informativo, nonché nella definizione di opzioni di risposta, così da valorizzarne pienamente il potenziale ed evitare duplicazioni. Tra le priorità emergenti per il primo anno di attività figurano lo sviluppo di strumenti a sostegno di elezioni resilienti, anche attraverso il coordinamento delle norme Ue già esistenti, di misure “soft” e di strumenti a disposizione degli Stati membri per contrastare la manipolazione e l’ingerenza informativa straniera (FIMI) e le campagne di disinformazione che prendono di mira i processi elettorali nazionali. È prevista inoltre l’elaborazione di un blueprint europeo contro la FIMI e la disinformazione, concepito per rafforzare la preparazione e costruire capacità in tutta l’Unione.
Il Centro lancerà anche una piattaforma dedicata agli stakeholder, riunendo attori indipendenti - organizzazioni della società civile, think tank, ricercatori, mondo accademico, fact-checker e media - per sostenere la diffusione delle ricerche e favorire lo scambio tra i diversi soggetti coinvolti, mettendo conoscenze e analisi a disposizione del lavoro con gli Stati membri. Tra gli obiettivi vi è anche la promozione del capacity building e dell’apprendimento reciproco, consentendo ai Paesi con maggiore esperienza nel contrasto alla FIMI e nel rafforzamento della resilienza democratica di sostenere gli altri, innalzando il livello complessivo di preparazione nell’Ue.
La Commissione europea intende inoltre individuare modalità adeguate di cooperazione con i Paesi candidati e potenziali candidati all’adesione, in modo da assicurare una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Sul fronte del coinvolgimento dei cittadini, saranno esplorati diversi modelli per includerli negli sforzi di tutela della democrazia, facendo leva sulle esperienze sviluppate in vari Stati membri. A sostegno di questa riflessione, l’esecutivo organizzerà quest’anno due panel di cittadini, uno dedicato alla preparazione e uno alla costruzione della resilienza democratica.
La Commissione europea, con la partecipazione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), sosterrà le attività del Centro facendo leva sugli strumenti e sulle competenze già disponibili e rafforzando il coordinamento tra gli strumenti e le reti Ue pertinenti. Con il lancio del Centro europeo per la resilienza democratica, Bruxelles intende compiere un ulteriore passo per rafforzare la resilienza democratica, proteggere l’integrità del dibattito pubblico e consolidare la fiducia nei sistemi democratici europei. Attraverso la dimensione esterna dello Scudo europeo per la democrazia, il SEAE, in coordinamento con la Commissione, intensificherà inoltre il lavoro di contrasto alla manipolazione e all’ingerenza informativa straniera oltre i confini dell’Unione, rafforzando le capacità delle delegazioni e rappresentanze Ue all’estero e valorizzando partenariati per risposte collettive contro la FIMI.
Il Centro europeo per la resilienza democratica opererà come hub strategico volontario di cooperazione tra Stati membri, con il sostegno delle istituzioni e degli organismi Ue competenti e nel pieno rispetto delle competenze nazionali e istituzionali, promuovendo al contempo diritti fondamentali e valori democratici. La Commissione Ue fornirà supporto amministrativo e operativo attraverso un segretariato dedicato. In stretto coordinamento con il sistema di allerta rapida gestito dal SEAE, il Centro collegherà reti e strutture già esistenti.
