23/02/2026 - Al via la nuova generazione della rete Europe Direct 2026-2030.

Si è tenuta a Roma la prima riunione nazionale della nuova rete organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea.
 
Si è tenuta oggi (lunedì 23 febbraio) a Roma, la prima riunione nazionale della nuova rete Europe Direct per il periodo 2026-2030.  L’incontro, organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia congiuntamente all’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha segnato ufficialmente l’avvio della nuova generazione della rete, rafforzandone il ruolo di collegamento diretto tra le istituzioni europee e i cittadini.
La rete rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione Europea per promuovere informazione, partecipazione e dialogo sul territorio. In Italia conta oggi 46 centri distribuiti in tutte le regioni, con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento accessibile a cittadini, scuole, enti locali, associazioni e operatori dell’informazione interessati a conoscere meglio le politiche e le opportunità offerte dall’Unione europea.
 
La nuova programmazione introduce elementi di continuità ma anche di rinnovamento. Rispetto al ciclo precedente, sono stati attivati 10 nuovi centri e rafforzata la presenza territoriale attraverso un numero maggiore di antenne locali, in particolare nelle aree rurali e più periferiche. Il coordinamento nazionale continuerà a essere assicurato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, con sede a Roma. A livello europeo, la rete comprende oltre 400 centri in tutti gli Stati membri e rappresenta uno dei principali strumenti dell’Unione europea per promuovere informazione, dialogo e partecipazione democratica.
 
I centri Europe Direct offrono gratuitamente informazioni ufficiali sulle politiche europee, organizzano incontri pubblici, attività nelle scuole, dibattiti e iniziative di sensibilizzazione, contribuendo anche a contrastare la disinformazione attraverso fonti istituzionali verificate. Il nuovo ciclo operativo si inserisce in un contesto segnato da profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e sociali, rafforzando ulteriormente la funzione dei centri come punto di ascolto e di informazione sui territori.