17/02/2026 - La Commissione Ue lancia BE READY, un nuovo partenariato per rafforzare la risposta contro le pandemie.

La collaborazione riunisce 81 organizzazioni di 27 Paesi e prevede bandi transnazionali per promuovere la ricerca europea sulle minacce sanitarie emergenti.
 
La Commissione europea ha lanciato BE READY, un nuovo partenariato europeo per la preparazione alle pandemie. BE READY rafforzerà la capacità dell’UE di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e pandemie. Beneficiando di 120 milioni di euro di finanziamenti comunitari, il partenariato lancerà bandi congiunti transnazionali annuali che favoriranno la collaborazione in tutta Europa e oltre, con l’obiettivo di accrescere le conoscenze e rafforzare la preparazione alle minacce sanitarie emergenti.
 
BE READY, che riunisce 81 organizzazioni provenienti da 27 paesi, è coordinata dalla francese ANRS-Infectious Emerging Diseases-MIE. Essa rappresenta il culmine di molti anni di investimenti europei nella ricerca sulla preparazione e la risposta alle pandemie attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizion Europe, che ha destinato a questo scopo oltre 1,8 miliardi di € dal 2020. Il primo bando congiunto transnazionale sarà lanciato con 21 organizzazioni di finanziamento e si concentrerà su ricerche volte a comprendere meglio il potenziale pandemico dei patogeni emergenti e a sviluppare contromisure mediche innovative.
 
Palazzo Berlaymont ha precisato che 3 sono i pilastri su cui si basa il lavoro di questo partenariato: “allineare le priorità di ricerca nazionali tra i Paesi partecipanti e migliorare il coordinamento nella ricerca sulla preparazione alle pandemie attraverso un’agenda strategica e di innovazione della ricerca concordata”; “sostenere la ricerca multinazionale attraverso bandi transnazionali congiunti, consentire finanziamenti coordinati tra finanziatori nazionali ed europei per far progredire la ricerca su patogeni emergenti e riemergenti e accelerare l’innovazione nella diagnostica, nei trattamenti e nello sviluppo di vaccini”; “integrare tutte le componenti chiave dell’ecosistema della ricerca, in modo che siano operative sia nei periodi tra le epidemie che durante le crisi”.