Il regolamento è stato approvato con il voto contrario di Ungheria e Slovacchia e con l'astensione della Bulgaria.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il definitivo via libera al regolamento che porrà fine alle importazioni di gas dalla Russia a partire dall'autunno del 2027, in una mossa che di fatto impone un taglio netto con Mosca, che fino all’invasione dell’Ucraina nel 2022 era il principale fornitore europeo.
"Oggi, 27 Stati membri dell'Ue hanno adottato ufficialmente regolamenti per la graduale cessazione delle importazioni russe sia di gas naturale da gasdotto che di gas naturale liquefatto (GNL). Le nuove norme prevedono anche misure per monitorare e diversificare efficacemente gli approvvigionamenti energetici”, afferma in una nota il Consiglio, sottolineando che il regolamento rappresenta “una pietra miliare fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo REPowerEU di porre fine alla dipendenza dell’Ue dall’energia russa”.
Slovacchia e Ungheria hanno votato contro, mentre la Bulgaria si è astenuta. Sia Budapest che Bratislava hanno minacciato azioni davanti alla Corte di giustizia europea. Nello specifico il regolamento prevede che l’importazione nell’Ue di gas dalla Russia, sia via tubo che sotto forma di Gas naturale liquefatto (GNL) venga proibita, con una certa gradualità. Il divieto si applica 6 settimane dopo l’entrata in vigore del regolamento, mentre i contratti in essere godranno di un periodo di transizione. Un divieto totale si applicherà alle importazioni di GNL dall’inizio del 2027, dall’autunno del 2027 per le importazioni via tubo. Secondo il regolamento, prima di autorizzare l’ingresso di gas nel proprio mercato, gli Stati membri dovranno dunque verificare dove è stato prodotto.
In caso di violazione, il regolamento, prevede multe particolarmente salate. Infatti, nella nota, il Consiglio ricorda che il mancato rispetto delle nuove norme può comportare sanzioni massime pari ad almeno 2,5 milioni di euro per le persone fisiche e ad almeno 40 milioni di euro per le aziende, pari ad almeno il 3,5% del fatturato annuo mondiale totale dell’azienda o al 300% del fatturato stimato delle transazioni. Il Consiglio precisa poi che entro il 1° marzo 2026, i 27 dovranno predisporre piani nazionali per diversificare le forniture di gas e identificare le potenziali sfide nella sostituzione del gas russo. A tal fine, le aziende saranno tenute a notificare alle autorità e alla Commissione europea eventuali contratti di fornitura di gas russo rimanenti. Il regolamento precisa che nel caso in cui venga dichiarata un’emergenza e la sicurezza dell’approvvigionamento sia seriamente minacciata in uno o più Paesi dell’Ue, la Commissione europea può sospendere il divieto di importazione per un periodo massimo di quattro settimane.
Il regolamento sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione e si applicherà direttamente in tutti gli Stati membri, ha osservato il Consiglio Ue. La Commissione europea prevede inoltre di proporre una legislazione sulla graduale cessazione delle importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027.
