21/01/2026 - Il Parlamento Ue congela l'accordo sui dazi con gli Usa.

Il capogruppo del PPe Weber annuncia l’accordo tra i grandi gruppi a Strasburgo per sospendere l’iter di 2 regolamenti attuativi per abolire una serie di dazi sui beni industriali e agricoli statunitensi.
 
Il Parlamento europeo ha deciso di sospendere l'accordo commerciale con gli Stati Uniti, rinviando il suo via libera. Ad annunciarlo è il presidente del gruppo del Ppe, Manfred Weber. "Agire con minacce sul fronte dei dazi è del tutto inaccettabile - ha spiegato Weber. Per questo motivo il partito popolare ha deciso, insieme ai 3 grandi gruppi, di sospendere l’accordo commerciale" con gli Stati Uniti. "È lo strumento più potente che abbiamo in questo momento, gli Stati Uniti non potranno accedere ai nostri prodotti a dazi zero". La posizione dei popolari, emersa fin dal fine settimana, va ad aggiungersi a quella di S&D, Renew e dei Verdi. Insieme questi partiti godono di una netta maggioranza.
 
Il presidente Donald Trump ha annunciato nel fine settimana che gli Stati Uniti imporranno un dazio del 10% sulle merci provenienti da 8 paesi europei (6 dei quali membri dell’Unione europea) a partire dal 1° febbraio, dazio che salirebbe al 25% a giugno, a meno che non venga raggiunto un accordo in vista dell’acquisto della Groenlandia da parte americana. Il presidente ha espresso questa minaccia dopo che i governi nel mirino hanno dichiarato che avrebbero intrapreso esercitazioni militari nel territorio semi-autonomo danese.
 
L'annuncio di Weber è poi stato ripreso dal presidente della commissione commercio internazionale dell'Eurocamera, Bernd Lange, parlando in conferenza stampa da Strasburgo. "Donald Trump ha rotto" il patto firmato a luglio in Scozia, ha sottolineato Lange. Trump "sta usando i dazi per esercitare una pressione politica su di noi affinché vendiamo la Groenlandia. Per questo siamo stati molto chiari: la procedura resterà sospesa finché non ci sarà chiarezza sulla Groenlandia e su queste minacce", ha evidenziato il socialista tedesco. La minaccia di Washington, ha aggiunto, rappresenta "un vero e proprio attacco alla sovranità economica e alla sovranità territoriale e all'integrità dell'Ue". A titolo personale, Lange ha indicato inoltre di ritenere necessari "ulteriori passi" come l'applicazione dei dazi sulle liste di prodotti Usa congelati a seguito dell'accordo di luglio, nonché "l'attuazione dello strumento anti-coercizione per rispondere a un Paese terzo quando utilizza dazi o investimenti come strumenti di pressione politica".