L'agenzia Ue ha registrato 178.000 attraversamenti delle frontiere esterne. Il Mediterraneo centrale è rimasto la rotta migratoria più attiva per raggiungere l'Europa.
Gli ingressi irregolari nell'Unione europea sono diminuiti del 26% nel 2025, scendendo a quasi 178.000, secondo i dati consolidati diffusi da Frontex, l'agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. La rotta del Mediterraneo centrale è rimasta la più attiva, con 66.328 arrivi. Solo l’1% in meno rispetto al 2024, al dispetto degli accordi Ue con Paesi terzi per bloccare transito e partenze dei migranti. “Le partenze dalla Libia sono rimaste un fattore chiave nel determinare i movimenti verso l’Italia”, sottolinea il rapporto annuale di Frontex.
Le coste libiche sono il principale punto di partenza anche per chi percorre la rotta del Mediterraneo orientale, verso l’isola di Creta e la Grecia. Sono più che triplicati, mentre nel complesso gli attraversamenti della rotta sono diminuiti del 27%. Nel frattempo, il Mediterraneo occidentale ha registrato un aumento dei rilevamenti del 14%, legato principalmente all’aumento delle partenze dall’Algeria. La rotta dell’Africa occidentale invece ha registrato il calo più marcato, con una diminuzione degli avvistamenti di circa 2/3 dei complessivi. Anche lungo la rotta dei Balcani occidentali si è registrato un calo significativo dei rilevamenti, “grazie al rafforzamento delle misure di sicurezza e alla stretta cooperazione con Frontex, presente nella regione”.
Su tutte le rotte, le 3 nazionalità più frequentemente individuate nel 2025 sono state quelle bangladese, egiziana e afghana. La Libia è rimasta il principale paese di partenza per quasi tutte le principali nazionalità che hanno registrato aumenti, sottolineando il suo ruolo centrale nei movimenti verso l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale. Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), almeno 1.878 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo nel 2025, rispetto alle 2.573 dell’anno precedente.
Il 2026 “sarà un anno cruciale per la gestione delle frontiere europee”, sottolinea Frontex. Il Patto UE sulla migrazione e l’asilo diventerà pienamente applicabile a giugno, insieme a “importanti cambiamenti” come la piena attuazione del sistema di ingresso/uscita (EES) e il lancio previsto del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) nel corso dell’anno. Ci sono poi le nuove regole su rimpatri e Paesi sicuri, che potrebbero avere un effetto dissuasivo su chi decide di rischiare tutto per raggiungere l’Europa. “Se non si verificheranno gravi escalation geopolitiche nei paesi confinanti con l’Ue, la migrazione irregolare verso l’Europa attraverso le frontiere terrestri e marittime potrebbe continuare la tendenza al ribasso osservata dal 2023”, conclude il rapporto.
