Bruxelles svela la strategia di sostegno finanziario per il 2026 e il 2027. Acquisti in Europa e garanzie dal bilancio comune.
Il collegio dei Commissari europei ha adottato la proposta legale per fornire all’Ucraina 90 miliardi di euro nel biennio 2026-2027. L’adozione giunge dopo che al Consiglio europeo del 19 dicembre 2025 i leader dei Paesi Ue - tranne Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca - avevano concordato di stanziare fino a 90 miliardi di euro a sostegno delle esigenze di bilancio e militari di Kiev.
Presentando la decisione, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che - a quasi 4 anni dall’inizio della guerra di aggressione russa - Mosca “non mostra alcun segno di voler ridurre l’intensità del conflitto, né di cercare la pace”, ricordando l’aumento degli attacchi contro i civili e le infrastrutture energetiche ucraine nel periodo natalizio. “Tutti vogliamo la pace per l’Ucraina, ma per raggiungerla l’Ucraina deve trovarsi in una posizione di forza”. Da qui la scelta di garantire “finanziamenti stabili e prevedibili” per il prossimo biennio, così da consentire a Kiev di sostenere sia le esigenze militari sia il funzionamento dello Stato e dei servizi essenziali.
Il pacchetto è composto da 3 differenti proposte legislative. La prima istituisce il prestito di 90 miliardi a sostegno dell’Ucraina sulla base dell’art. 212 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea. A ciò si aggiunge una nuova proposta di modifica dello Strumento per l’Ucraina (sempre basata sull’art. 212 del TFUE), come uno dei mezzi per attuare l’assistenza di bilancio per l’Ucraina. Infine, la terza proposta riguarda la modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale (basato sull’art. 312 del TFUE) per consentire la copertura del prestito all’Ucraina tramite il “margine” di bilancio dell’Ue.
Questo impegno finanziario assumerà la forma di un prestito a ricorso limitato di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026 e il 2027, noto come Prestito di sostegno all’Ucraina. Secondo Bruxelles, il sostegno proposto sarebbe strutturato in 2 componenti: circa 2/3, pari a 60 miliardi di euro, saranno destinati all’assistenza militare, mentre il restante terzo, pari a 30 miliardi di euro, sarà fornito come sostegno al bilancio generale. Von der Leyen ha precisato che la componente militare permetterà all’Ucraina “di resistere all’aggressione russa e, allo stesso tempo, di integrarsi più strettamente nella base industriale della difesa europea”, mentre il sostegno al bilancio sarà legato a un percorso di riforme “non negoziabili”, incentrate su Stato di diritto, processi democratici e lotta alla corruzione, in linea con il cammino verso l’adesione all’Ue.
Come ricorda la Commissione, l’accordo è stato raggiunto nell’ambito della cooperazione rafforzata, con la partecipazione di 24 Stati membri. Per quanto riguarda la natura dei prestiti, il sostegno all’Ucraina sarà finanziato tramite emissioni comuni dell’Ue sui mercati dei capitali e garantito dal margine di manovra del bilancio europeo, come già avvenuto per altri strumenti di assistenza macrofinanziaria attivati dal 2023.
Bruxelles precisa, inoltre, che l’Ue si riserverà il diritto di utilizzare i beni russi immobilizzati per rimborsare il prestito, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell’Ue, mentre il prestito di riparazione, proposto il 3 dicembre 2025, resta comunque sul tavolo. Von der Leyen ha ribadito che i beni russi resteranno congelati “fino alla fine della guerra e al pagamento delle riparazioni”, chiarendo che l’Ucraina non dovrà rimborsare il prestito finché tali riparazioni non saranno corrisposte.
Le proposte legislative sono state presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per l’avvio dell’iter di adozione. La Commissione europea punta a un’approvazione rapida per poter effettuare il primo esborso già nel secondo trimestre del 2026. Parallelamente, Bruxelles afferma che continuerà a coordinarsi con i partner internazionali, in particolare nell’ambito dell’iniziativa ERA guidata dal G7, di cui 35 miliardi di euro sono già stati erogati.
