19/03/2025 - L'Italia è tra i 5 Paesi Ue "demolitori" di stato di diritto in Ue.

Lo certifica un report di Il report di Civil Liberties for Europe: "Nel 2024 la recessione democratica dell'Europa si è inasprita". Peggiorano anche Romania, Croazia, Slovacchia e Bulgaria.
 
Secondo il rapporto dell’organizzazione per i diritti civili Civil Liberties Union for Europe (Liberties), da anni si osserva un deterioramento dello stato di diritto nell'Ue. Gli indici di democrazia relativi al sistema giudiziario, alla lotta alla corruzione e alla libertà dei media devono affrontare sfide persistenti e sistemiche. Il rapporto viene redatto ogni anno e la sua sesta edizione, pubblicata quest'anno, è il risultato della collaborazione tra 43 organizzazioni per i diritti umani di 21 Paesi dell'Ue, coordinate proprio dalla Civil Liberties Union For Europe.
 
Sebbene i singoli Paesi presentino variazioni, l'osservazione più ampia è che tutti gli aspetti fondamentali dello stato di diritto - vale a dire, il sistema giudiziario, le misure anti corruzione, la libertà dei media, i controlli e gli equilibri, lo spazio civico e i diritti umani - hanno incontrato sfide simili e crescenti negli ultimi anni. "Vediamo un gran numero di Paesi in cui lo stato di diritto continua a recedere, soprattutto in Italia, Romania, Croazia, Slovacchia e Bulgaria. Il motivo è che l'Ue non è abbastanza forte nelle sue risposte al declino dello stato di diritto. Se le violazioni sono permesse, anche tacitamente, si incoraggiano i leader di governo a deteriorare ulteriormente lo stato di diritto", ha dichiarato Viktor Z. Kazai, uno degli autori del rapporto.
 
In Italia, i ricercatori hanno segnalato le proposte di riforma del governo guidato dalla premier Giorgia Meloni, che conferirebbero al ministero della Giustizia “poteri illimitati” sui pubblici ministeri, aumentando il controllo politico sulla magistratura. Il rapporto suggerisce al governo di evitare qualsiasi forma di interferenza nelle decisioni dei magistrati o attacchi contro i giudici. Il rapporto evidenzia inoltre “livelli senza precedenti di interferenze” nei media di servizio pubblico. Secondo il rapporto, il governo dovrebbe inoltre impegnarsi a prevenire una concentrazione eccessiva dei media e a depenalizzare completamente la diffamazione, per allinearsi agli obblighi internazionali in materia di diritti umani.
 
Tra i Paesi demolitori anche la Bulgaria e la Slovacchia per il loro indebolimento dello spazio civile e del sistema costituzionale, ma anche la Croazia per l’ostruzione del governo alle indagini di frode contro il budget Ue e la Romania per la mancanza di strumenti adeguati per la protezione del processo elettorale. L’Ungheria, in una categoria tutta sua, ha sperimentato una significativa regressione, specialmente a causa del lancio dell’Ufficio per la protezione della sovranità dell’Ungheria, che detiene ampi poteri di investigazione sugli ungheresi attivi nella vita pubblica (ai danni di media e Ong).
 
La Repubblica Ceca è invece risultato il Paese che più ha agito per rafforzare la democrazia, mentre sono stati riconosciuti con favore gli sforzi di restaurazione democratica della Polonia, nonostante le difficoltà incontrate dal governo di Donald Tusk. La Ong ha chiesto che la Commissione Europea rinforzi l’attività di monitoraggio dell’Ue legandola al rilascio di fondi europei, e che acceleri le azioni legali contro le violazioni dello stato di diritto.