Prende forma il documento che dà seguito al progetto "ReArm Europe". La Commissione europea prova a darsi il ruolo di cabina di regia.
C’è attesa per l’uscita del Libro Bianco sulla difesa che verrà presentato a metà settimana, documento nel quale la Commissione europea espone la sua visione di un “mercato unico della difesa”. Nel documento l'esecutivo Ue analizza le principali lacune, raccomanda la creazione di scorte strategiche, chiede l’integrazione dell’“industria ucraina della difesa nell’industria europea della difesa” e la preferenza europea negli appalti pubblici. In questo modo, l’esecutivo dell’Ue promuove ancora una volta l’idea che i Paesi dell’Unione debbano acquistare insieme attrezzature per la difesa.
La Commissione europea si metterebbe al servizio dei governi, ricalcando quanto fatto durante la crisi pandemica, quando l’esecutivo comunitario ha comprato vaccini per conto dei 27. L’acquirente unico europeo per ciò che serve a sicurezza e difesa è vista come “la via più conveniente per ricostruire la difesa europea”, e in tempi anche più rapidi. Per questo “su richiesta degli Stati membri, la Commissione potrebbe agire come organismo centrale di acquisto“, con opzioni di acquisizione multiple, poiché multiple sono le necessità europee.
La Commissione europea intende stilare la lista delle carenze su cui lavorare con senso di urgenza e priorità. Progetti comuni su cui si ravvede la necessità di lavorare includono sistemi di difesa aerea e missilistica, droni e sistemi anti-droni, sistemi avanzati di artiglieria (inclusi missili ad alta precisione e a lungo raggio), munizioni, sistemi informativi e intelligenza artificiale, capacità di combattimento terrestre, marittimo e aereo. E’ in tutto questo che gli Stati membri dovrebbero darsi da fare, con la Commissione che si offre per agire da cabina di regia.
Il principio di base è la “preferenza europea”, un modo per dire che bisogna puntare su produzione e acquisto di apparecchiature, prodotti e tecnologie "Made in Ue". Questa filosofia di acquisto si dovrebbe basare su 3 principi: cercare una soluzione europea; negoziare con produttori e fornitori europei riduzione di prezzi e tempi di consegna, “possibilmente con il sostegno Ue”; qualora una soluzione europea non fosse disponibile ai prezzi o alle tempistiche richiesti, gli Stati membri dovrebbero rivolgersi insieme a fornitori di Paesi terzi chiedendo pieno controllo del processo.
A livello finanziario il libro bianco della Commissione non contiene novità rispetto alle impostazioni manifestate finora. Resta fermo l‘impegno a fornire prestiti agli Stati membri per 150 miliardi di euro attraverso fondi da reperire sui mercati e garantiti dal bilancio dell’Unione europea. A questo si aggiungono i circa 8 miliardi per le attività di ricerca e sviluppo attraverso il Fondo europeo per la difesa, e i 300 milioni di euro messi a disposizioni dal programma Edirpa per gli appalti congiunti, con cui mobilitare fino a 11 miliardi di euro in investimenti aggiuntivi.
Contenuta nel Libro bianco anche l’intenzione di avviare “immediatamente” un dialogo strategico con l’industria del settore della difesa, e di produrre per il comparto una proposta di semplificazione normativa “entro giugno 2025” attraverso un nuovo pacchetto ad hoc.
Un obiettivo strategico contenuto nel Libro bianco per il futuro della difesa riguarderebbe l’integrazione dell’Ucraina all’Ue dal punto di vista industriale. Viene sottolineata la necessità di fare entrare il Paese candidato nel mercato settoriale comunitario, “favorire investimenti diretti nell’industria della difesa ucraina”, garantendo al contempo “accesso ai servizi satellitari". Oltre a questi si rinnova l’invito a fornire sostegno militare immediato per le necessità di breve periodo. Qui si insiste sulla necessità di fornire difesa aerea (missili ad alta precisione e droni), e “1,5 milioni di proiettili di largo calibro nel corso del 2025“. Inoltre, si insiste sulle missioni di addestramento delle forze armate ucraine.