Approvata a larga maggioranza la risoluzione in 5 punti ReArm Europe, a sostegno dell'intervento della Commissione che mira a mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa nei prossimi 4 anni.
Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti il per il testo di ReArm Europe, proposto dalla Commissione europea. La risoluzione invita l’Ue ad agire con urgenza per garantire la propria sicurezza. Ciò significa, secondo gli eurodeputati deputati, rafforzare le relazioni con i Paesi che condividono gli stessi principi. Nel testo, che rappresenta il contributo dei deputati al cosiddetto “libro bianco” sul futuro della difesa europea, che la Commissione e l’Alto Rappresentante dovrebbero presentare la prossima settimana, l'Europarlamento chiede misure concrete per avviare “sforzi realmente innovativi” e azioni ” simili a quelle utilizzate in tempo di guerra”.
A votare nettamente a favore il Partito popolare europeo (Ppe), con 158 voti favorevoli, 7 astenuti e solo 3 contrari, Renew Europe (65 a favore, 4 astenuti e 1 voto contrario) e l’Alleanza progressista dei socialisti e democratici (S&D) con 13 astenuti e solo 3 contrari - e la maggior parte dei Verdi. Diviso il gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr). A votare contro il piano, il gruppo dei Patrioti per l’Europa, di cui fa parte la Lega, parte dell'Ecr, il gruppo de La Sinistra e una minoranza dei Verdi.
La risoluzione sottolinea il sostegno del Parlamento sostiene al piano ReArm Europe proposto dalla Commissione, e chiede di verificare la possibilità di introdurre un sistema di obbligazioni europee per finanziare investimenti militari su larga scala e di fare ricorso ai “coronabond” inutilizzati, a integrazione del piano. Inoltre, nel testo adottato si invita la Banca europea per gli investimenti (Bei) a investire più attivamente nell’industria europea della difesa grazie a l’abolizione delle restrizioni al finanziamento della difesa, nonché alla possibilità di emettere debito a destinazione vincolata.
Secondo gli eurodeputati per raggiungere pace e stabilità in Europa, l’Ue deve sostenere l’Ucraina e diventare essa stessa più resiliente. Nella risoluzione si afferma che l’Europa sta affrontando “la più profonda minaccia militare alla sua integrità territoriale dalla fine della guerra fredda ” e si invitano gli Stati membri, i partner internazionali e gli alleati della Nato a rimuovere tutte le restrizioni sull’uso dei sistemi d’arma occidentali forniti all’Ucraina contro obiettivi militari sul territorio russo. La Russia, sostenuta dai suoi alleati Bielorussia, Cina, Corea del Nord e Iran, rappresenta “la minaccia diretta e indiretta più significativa per l’Ue e la sua sicurezza”, si afferma nel testo.
Alla luce di questo scenario, il Parlamento evidenzia che gli sforzi di difesa dell’Ue “non possono rimanere di dimensioni limitate, frammentati in termini di portata e lenti quanto ai risultati”. I deputati chiedono quindi maggiori sforzi non solo nel settore militare, ma anche in quello industriale, tecnologico e dell’intelligence. Nel testo si sottolinea che l’Ue deve essere in grado di muoversi e prendere decisioni molto più rapidamente in caso di guerra o altre crisi di sicurezza su larga scala. Pur evidenziando l’importanza della cooperazione tra Ue e Nato, i deputati chiedono lo sviluppo di un pilastro europeo pienamente operativo all’interno dell'Alleanza atlantica, capace di agire autonomamente quando necessario.
I deputati ritengono infine che l’Ue debba definire una visione unitaria e chiara per l’industria della difesa europea, basata nel lungo termine sulla cosiddetta “preferenza europea”, senza tuttavia che tale preferenza pregiudichi la prontezza alla difesa dell’Unione. Insistono anche sulla necessità di semplificare il processo decisionale, chiedendo la creazione di un Consiglio dei ministri della difesa e il passaggio dall’unanimità alla maggioranza qualificata per le decisioni dell’Unione in questo settore, ad eccezione delle operazioni militari con mandato esecutivo.