11/03/2025 - La Bce abbassa ancora i tassi dello 0,25%.

Percorso disinflazionistico "ben avviato" grazie al 6° taglio dei tassi da giugno 2024.
 
Il board direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha annunciato la decisione di abbassare i 3 tassi di interesse chiave di 25 punti base e ha ridotto per il 4° trimestre consecutivo le sue previsioni di crescita per l’eurozona. Come sottolineato dalla Bce, i tassi di interesse sui depositi, sulle operazioni di rifinanziamento principali e il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto da mercoledì 12 marzo. 
 
Per quanto riguarda le previsioni di crescita, per la Bce si attesterà nell’area Euro intorno allo 0,9% quest’anno e dell’1,2% nel 2026, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto a quanto precedentemente previsto. “Le revisioni al ribasso per il 2025 e il 2026 riflettono minori esportazioni e una debolezza persistente negli investimenti, in parte dovuta all’elevata incertezza della politica commerciale e alla più ampia incertezza politica”, ha affermato Francoforte in una nota.
 
Sulle previsioni di crescita pesano ovviamente le incertezze derivanti dalle nuove politiche protezionistiche avviate dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. “Una guerra commerciale innescata dai dazi Usa dovrebbe indebolire la crescita economica dell’area euro e aumentano l’incertezza sul futuro dell’inflazione”, ha affermato Lagarde. Per la presidente della Bce, “una escalation delle tensioni commerciali abbasserebbe la crescita dell’area euro minando le esportazioni e indebolendo l’economia globale”. Inoltre, allo stesso tempo, “le crescenti frizioni nel commercio internazionale stanno aggiungendo incertezza alle prospettive per l’inflazione nell’area euro”.
 
Secondo la Bce, prosegue comunque il processo di disinflazione, anche se Lagarde ha osservato che l’obiettivo del 2% sarà centrato solamente a inizio 2026 e non nel tardo 2025 a causa dei prezzi dell’energia. L’istituzione con sede a Francoforte prevede ora un’inflazione headline in media del 2,3% nel 2025, dell’1,9% nel 2026 e del 2,0% nel 2027. La revisione al rialzo dell’inflazione per il 2025 riflette una dinamica più forte dei prezzi dell’energia. Per l’inflazione escludendo energia e cibo, la Bce prevede una media del 2,2% nel 2025, del 2,0% nel 2026 e dell’1,9% nel 2027. 
 
Sempre in conferenza stampa, Lagarde ha affermato che la determinazione dell’orientamento appropriato della politica monetaria della Bce “dipenderà dai dati disponibili e sarà effettuata riunione per riunione”. “Se i dati futuri suggeriranno un’ulteriore riduzione dei tassi di interesse, questa verrà effettuata. In caso contrario, i tassi di interesse non verranno ulteriormente ridotti. Alcuni troveranno questo approccio frustrante ma qualsiasi altra affermazione sarebbe, in questo momento di incertezza, irresponsabile”, ha dichiarato Lagarde.